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23. 04. 2024 00:46

Quale scuola scegliere? Raiola, Ala Milano: «Puntare sempre a ciò che fa stare bene i ragazzi»

L'orientatore scolastico gestisce lo sportello orientamento del Municipio 5 : «Non pensate al mondo del lavoro, ma alle attitudini degli studenti»

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Tempo di open-day in vista della scelta delle scuola superiore per i ragazzi di terza media. Come districarsi fra i tanti indirizzi, le incertezze e i desideri per il futuro? Ci facciamo aiutare da Matteo Raiola, orientatore scolastico e professionale di Ala Milano e responsabile dello sportello orientamento post-diploma creato in partnership con il Municipio 5: «Si tratta di un’iniziativa innovativa finanziata da Fondazione di Comunità Milano, che vede collaborare direttamente Ala Milano, la cooperativa Zero5 e Afol città metropolitana con i consiglieri del Municipio, sia per gli studenti delle scuole medie, sia con i ragazzi in uscita dalle scuole superiori, una fascia d’età, quest’ultima, di solito poco considerata nei progetti sull’orientamento».

Matteo Raiola di Ala Milano e dello sportello orientamento del Municipio 5 : «Eliminiamo i preconcetti su alcuni percorsi scolastici»

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Come funziona questo sportello?
«E’ aperto in viale Tebaldi 5 ogni mercoledì pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00, su appuntamento, inviando una mail all’indirizzo orientarsialfuturo@alamilano.org».

Concentrandoci sulla scelta della scuola superiore, quanto conta il supporto delle famiglie?
«La scelta deve essere sempre dei ragazzi e noi facciamo in modo che sia quanto più consapevole e autonoma possibile, ma le famiglie hanno comunque un ruolo fondamentale, sia come supporto morale ed emotivo, che pratico al momento delle iscrizioni».

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Quali sono le preoccupazioni principali per genitori e ragazzi?
«Rispetto a sei-sette anni fa l’offerta formativa si è ampliata. I genitori sono rimasti a quando loro stessi avevano dovuto scegliere fra un numero più ristretto di istituti. Inoltre gli adulti devono togliersi di dosso gli stereotipi nei confronti di alcuni tipi di scuole: la differenza generazionale crea un po’ di confusione».

I docenti delle scuole medie sono sufficientemente preparati per indicare il corretto consiglio orientativo entro le vacanze di Natale?
«E’ complesso, dipende molto da come i singoli docenti affrontano il loro ruolo; in più incide un problema strutturale del nostro sistema scolastico: il precariato spesso impedisce agli insegnanti di seguire i ragazzi per tutti i tre anni, e quindi di conoscerli a fondo».

Quindi quali sono i passi da fare per scegliere al meglio?
«Innanzitutto in questi ultimi anni è “cambiato il futuro”: prima aveva senso impostare un orientamento incentrato sulle professioni, oggi questo discorso non ha senso perché il mondo del lavoro è in continua evoluzione. Il primo passo quindi è far partire i ragazzi da loro stessi: bisogna aiutarli a prendere consapevolezza dei loro interessi e capire per i prossimi cinque anni cosa può farli stare bene, in quale scuola trovare l’atmosfera più adatta, in un’età chiave per lo sviluppo della persona».

E poi?
«Da non sottovalutare la distanza da casa a scuola: se è eccessiva può intaccare sulla vita sociale dei ragazzi, che non è un elemento di poco conto. Inoltre, molto importante è valutare lo stile di apprendimento dei ragazzi, che può essere più legato al “fare” o allo studio autonomo a casa. I quattro tipi di scuole che abbiamo a disposizione – i licei, gli istituti tecnici, i professionali e gli IFP – corrispondono proprio ai modi differenti di apprendere. Se si riesce a fare questo lavoro risulta più semplice scremare fra i vari indirizzi offerti. Infine, al momento dell’iscrizione è bene inserire tutte e tre le opzioni richieste, mettendo non solo istituiti diversi, ma anche indirizzi differenti, per non rischiare di non trovare posto».

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