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20. 05. 2022 02:32

A Milano torna l’ombra dello smart working: sarà veramente lavoro agile?

Dibattito aperto sullo smart working e gli effetti sulla città, tra desertificazione e nuove opportunità: i dati e il giudizio degli esperti

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Il ritorno prepotente del Covid significa un nuovo ricorso massiccio allo smart working. Eppure solo pochi mesi fa, al rientro dalle vacanze, il ministro Brunetta aveva annunciato il ritorno degli statali in ufficio: una politica che nelle ultime settimane ha dovuto fare i conti con il dilagare dei contagi.

Prima di descrivere il panorama lavorativo in città è d’obbligo una precisazione sullo smart working, noto come il lavoro da casa. C’è il telelavoro che in sostanza è il riprodurre tra le mura domestiche di ciò che si fa in ufficio: classico esempio è il lavoro del call center. C’è poi il lavoro agile basato sul trasferimento della capacità lavorativa, sulla fiducia del datore di lavoro nel dipendente che deve organizzarsi il lavoro: l’obiettivo diventano i risultati di lavoro non l’orario da eseguire, non ci sono cartellini da timbrare.

Smart working, tra pubblico e privato

Posto che il secondo esempio dovrebbe essere quello perseguito delle aziende, bisogna fare una grande distinzione tra il pubblico e privato. Nella pubblica amministrazione lo scorso 15 ottobre i dipendenti erano rientrati in presenza ma già a dicembre si è dovuto fare marcia indietro, rimandando a casa i lavoratori: nel Comune di Milano, massima azienda cittadina con 15 mila dipendenti, sono i 9 direttori centrali che decidono come modulare la forza lavoro nei vari settori ma la maggioranza dev’essere in presenza. Anche in Regione da due mesi Palazzo Lombardia si è svuotato, la percentuale dei presenti è più alta rispetto al Comune ma resta la possibilità di fare smart working fino al 40 per cento dei dipendenti.

Molte aziende avevano deciso di mantenere il lavoro agile in forme massicce sino allo scorso 31 dicembre, il divampare della pandemia ha costretto a proseguire su questa linea. Per fare qualche esempio, le torri di Citylife sono frequentate da circa il 10 per cento dei lavoratori, percentuali non di molto superiori si registrano nei palazzi della finanza Porta Nuova e in tutte le grandi società.

Smart Working, il fenomeno ai raggi X

8.000.000,
I lavoratori italiani in smart working durante la pandemia

50%,
La quota “in presenza” garantita negli uffici del Comune di Milano

60%,
La quota “in presenza” garantita negli uffici di Regione Lombardia

10%,
La media del lavoro in presenza tra i privati in città

Smart Working, Del Conte (Afol): «Anche dopo la pandemia la quota sarà elevata»

Giuslavorista e presidente di Afol, l’agenzia della Città Metropolitana per la promozione del diritto del lavoro, Maurizio Del Conte spiega a Mi Tomorrow come lo smart working sta cambiando il mondo del lavoro in città.

Iniziamo con il punto della situazione.

«Il decreto Brunetta ha disposto l’impiego dello smart working almeno al 50 % nella pubblica amministrazione. Nel privato la situazione è diversa, le imprese più strutturate che hanno sperimentato il lavoro agile lo hanno mantenuto non solo per fare fronte al covid ma perché assicura una riduzione dei costi».

Quali vantaggi porta ai lavoratori il lavoro agile?

«Una maggiore libertà di organizzazione del tempo libero».

Alcuni studi hanno evidenziato che può creare stress nei lavoratori.

«Il rischio esiste, come documentato da alcune ricerche effettuate negli Usa, si può perdere il senso di ciò che si facendo fino a non distinguere più tra lavoro e vita. Occorre salvaguardare la dimensione sociale del lavoro che si può ottenere con un mix di lavoro agile e in presenza, inoltre è fondamentale individuare momenti di disconnessione dell’attività».

Vede altri “pericoli” insiti nel lavoro da casa?

«Stando a casa e non in ufficio c’è il rischio di lavorare troppo oppure di non fare carriera: anche per scongiurare questi esiti si deve realizzare il mix di cui ho parlato e bisogna essere vigili sul lavoro che viene svolto tra le mura domestiche».

Il datore di lavoro potrebbe mandare in smart working i lavoratori sgraditi…

«Questi sono comportamenti illegittimi, si va sul dolo. E’ importante, per evitare queste cose, che ci sia una forma di rotazione che, tra l’altro, è prevista nelle linee guida della pubblica amministrazione».

Il lavoratore può rifiutare il lavoro agile?

«La legge del ’17 che lo regolamenta prevede che è possibile solo su base volontaria, se non c’è accordo tra le parti il lavoro dev’essere in presenza. Ora siamo in una fase emergenziale a causa della pandemia per cui il datore di lavoro ha assunto un diritto unilaterale».

Come giudicano i lavoratori il lavoro da casa?

«In maggioranza lo apprezzano».

Milano è all’avanguardia anche su questo fronte?

«Ricordo dieci anni fa la giornata del lavoro agile promossa dal Comune che tendeva a coinvolgere le imprese, fu un’iniziativa pionieristica. Credo che sia tra le città più vocate perché ha un’economia basata sui servizi».

Quando torneremo in una situazione di normalità sanitaria non sarà facile convincere molti a tornare in ufficio.

«Certo, basti pensare ai pendolari che vivono fuori Milano e che per arrivare sul posto di lavoro impiegano diverse ore al giorno che oggi, lavorando da casa, sono nella disponibilità personale: riprendere quel tipo di vita non sarà facile».

Il lavoro agile resterà anche a fine pandemia?

«Credo nelle misura del 50%: si potranno fare due giorni su cinque oppure tre su cinque».

Smart working, Bisconti (ex assessore comunale): «Serve criterio»

Manager, presidente della Milanosport già assessora a Palazzo Marino nella giunta Pisapia, Chiara Bisconti è una pioniera del lavoro agile ma vede anche alcune insidie, peculiari di questo periodo pandemico, che colpiscono in particolare le donne.

Perché le donne possono accusare una modalità di lavoro che invece dovrebbe agevolarle?

«Perché in questo momento sulle donne ricade il peso della famiglia, dei figli, che si somma all’impegno lavorativo: questo non è certo lavoro agile».

Qual è il suo modello di lavoro agile?

«Il lavoro agile è un modo intelligente di conciliare diversi aspetti della vita, di organizzarsi in autonomia. Oggi per le donne è diventato alienante».

Come si può ovviare?

«Trasferendo il 50% dei pesi familiari sugli uomini: donne e uomini devono essere interscambiabili».

Ciò renderebbe di nuovo plausibile il lavoro agile?

«Nella mia esperienza in Nestlè, 15 anni fa, furono proprio le donne a mettere in discussione il modello di lavoro: il lavoro agile aiuta le donne se svolto con criterio».

Smart working, ma intanto si continua ad assumere: la selezione settimanale

di Alberto Rizzardi

ENERGIA IN BUSTA PAGA
Manpower seleziona payroll specialist diplomato/laureato con esperienza

Manpower (manpower.it), per azienda del settore energia e gas, è in cerca di una figura di payroll specialist, diplomata o laureata. Riportando al manager di area, si occuperà di gestione presenze, contratti e ticket, elaborazione cedolini e buste paga, autoliquidazione Inail, prospetto disabili e contabilizzazione costi del personale. È richiesta esperienza nel ruolo di almeno due anni, maturata preferibilmente all’interno di società strutturate; ottime capacità di gestione; padronanza della suite Office e dei gestionali Zucchetti, Sap, Inas. Inserimento con contratto annuale a tempo determinato in somministrazione full time, con prospettive di proseguimento. Operatività in smart working.

FONDAMENTA E (ARCHI)TETTI
Facile Ristrutturare è a caccia di nuove risorse, liberi professionisti

Facile Ristrutturare è alla ricerca urgente di nuovi architetti liberi professionisti iscritti all’albo, dotati di capacità progettuale, esperienza nella direzione lavori e attitudine al lavoro di team. I professionisti, dopo un percorso formativo mirato, saranno inseriti nello staff, occupandosi di progettazione interni (ristrutturazioni) e direzione lavori, redazione di pratiche edilizie, capitolati e contratti, con gestione diretta di clienti e fornitori. Una volta in organico, gli architetti avranno la possibilità di gestire in piena autonomia gli orari di lavoro: a disposizione c’è lo spazio di coworking allestito nello showroom aziendale. Candidature su lavoro.facileristrutturare.it.

LE STELLE DI KOTUKO
Un/una content & digital pr specialist per la web agency milanese

La web agency milanese Kotuko apre le porte a un/una content & digital pr specialist junior, che si occuperà di delineare strategie di content marketing in base alle esigenze dei vari clienti e agli obiettivi prestabiliti. Possibilità di lavoro in smart working, con alcuni giorni in presenza. Requisiti: forte predisposizione al lavoro in team e al continuo aggiornamento; un anno di esperienza come content e digital pr specialist in agenzie web; conoscenza delle dinamiche di ottimizzazione Seo onsite e offsite; capacità di analisi dei dati e problem solving. Plus? Esperienze in attività di brand naming, verbal identity o come copywriter pubblicitario. Informazioni su kotuko.it/lavora-con-noi.

L’INNOVAZIONE SI FA AGILE
Numerose occasioni in Siemens, dove lo smart working è (da tempo) realtà

La convivenza forzata con il Covid-19 è stata occasione per Siemens per spingere ulteriormente sulla sua visione e sull’impegno in materia di e-work. Lo smart working, testato già dal 2011, è dal 2018 consuetudine e opportunità per i dipendenti, assieme a varie iniziative di welfare aziendale. Sono numerose le opportunità d’impiego a Milano proposte dalla multinazionale tedesca, consultabili sul sito jobs.siemens.com: selezioni in corso, tra le ultime, per fleet maintenance operational coordinator e tecnhical support engineer for building management systems products. Si cercano, poi, cento laureandi/e in materie Stem per la nuova accademia digitale Siemens: iscrizioni aperte fino a giovedì.

PENSIERO E CERTIFICAZIONE
Opportunità per technical reviewer/lead auditor in ambito consulenza

Per multinazionale della consulenza e delle certificazioni in zona Milano centro, Professional Recruitment seleziona un/una technical reviewer. Sarà responsabile di audit di terza parte presso clienti e attività di technical review per la valutazione delle pratiche di certificazione. Servono laurea magistrale in materie tecnico-scientifiche, esperienza almeno triennale nel ruolo, qualifica come lead auditor (ISO 14064-1, ISO 14067, ISO 50001, ISO 14001) e Inglese fluente. Autonomia, proattività e orientamento al cliente completano il profilo ideale. Si offre contratto a tempo indeterminato, con possibilità di smart working 1-2 giorni a settimana. Cv a candidati@professionalrecruitment.it.

MAY THE SALESFORCE IS WITH YOU
Kelkoo Group assume a Milano sales manager Italia (lavoro ibrido)

La piattaforma di marketing intelligente Kelkoo Group assume a Milano un/una sales manager Italia, che si occupi dell’acquisizione di nuovi commercianti, sviluppandone nel modo migliore la presenza all’interno del portale e nella rete del gruppo. Opportunità per profili esperti in performance/affiliate/digital marketing, abili in Salesforce e con Inglese professionale (un plus la conoscenza di altre lingue europee). Tra i requisiti spiccano doti di negoziazione, forte mentalità commerciale, capacità di adattarsi e guidare il cambiamento. Lavoro ibrido con ricco pacchetto di benefit che comprende la possibilità di lavorare all’estero due settimane all’anno. Da approfondire su kelkoogroup.com.

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Milano, al Giambellino arrivano i lampioni smart contro rifiuti e soste irregolari

Una nuova ed impensabile nuova arma per contrastare i furbetti dei rifiuti: a Milano, per la precisione al Giambellino,...