Dario Balotta non è mai stato convinto della bontà di M4 e non ha cambiato idea neppure adesso che sono state superate le maggiori difficoltà.

 

Balotta, presidente dell’Osservatorio Nazionale sui Trasporti, spiega a Mi-Tomorrow il suo scetticismo sugli ecobenefici che porterà la nuova linea della metro.

Balotta, cosa non la convince?
«Studi realizzati dal Politecnico hanno sostenuto che con un buon road pricing e la costruzione di corsie privilegiate si sarebbe potuto fare a meno di un’opera con costi alti e tempi molto lunghi. A ciò si aggiunge un errore di valutazione compiuto su Linate».

Di cosa si tratta?
«La linea M4 serve anche per il trasporto dall’aeroporto al centro città, il problema è che a Linate i voli si sono dimezzati perché sono stati trasferiti a Malpensa».

Tutte le metropoli europee dispongono di estese reti della metropolitana, perché Milano dovrebbe privarsene?
«Londra ha undici linee, Milano ne ha quattro ma Londra è anche cinque o sei volte più grande».

I vantaggi in termini ambientali non saranno pochi: una volta completata la M4 determinerà un calo delle immissioni.
«Sì, ma non in modo significativo considerando che il trasporto incide sul 30-35% delle immissioni. Il problema delle immissioni consiste nel fatto che non è possibile risolverlo solo dentro Milano, ma deve essere affrontato anche considerando la periferia. Invece ci troviamo senza un sistema di trasporto integrato: solo il 12% di coloro che entrano in città utilizzano il trasporto pubblico contro il 50% di chi ci vive».

Altro risultato importante sarà il decongestionamento del traffico.
«Sono d’accordo, anche se ricordo che se è vero che ci sarà una riduzione del consumo di petrolio sarà comunque necessaria la produzione di energie elettrica: la metropolitana deve essere alimentata».

Per realizzare i cantieri sono stati tagliati non pochi alberi. Era necessario?
«Quando fai opere come queste è inevitabile, fa parte degli aspetti negativi della M4».

Il Comune si è comunque impegnato a realizzare una vasta opera di piantumazione lungo la linea della metro.
«È una compensazione utilissima, spero che avvenga anche in altre aree verdi e in altre zone della città: più alberi significa maggiore abbattimento di Co2, confido in una strategia di piantumazione complessiva».

È proprio convinto che i benefici ambientali di M4 saranno minimi?
«Francamente non credo che ci sarà il miracolo. La tendenza in Europa è di gestire la superficie con criterio e cognizione, qui invece si pensa di risolvere i problemi con le infrastrutture».

Quindi sarebbe stato meglio intervenire sul trasporto esistente?
«Bisogna mettere mano al sistema delle ferrovie e delle metrotranvie, valorizzare il passante che per la maggior parte dei milanesi è una cosa sconosciuta, insomma io avrei ridisegnato la rete. Ma soprattutto bisogna ragionare in termini di Città Metropolitana, un compito che spetta al sindaco Sala».

«La tendenza in Europa è di gestire la superficie con criterio e cognizione, qui invece si pensa di risolvere i problemi con le infrastrutture»


 

Dopo aver ascoltato le parole di Balotta ci siamo posti una nuova domanda. Meno circolazione e meno immissioni: basteranno 1.900 alberi?

L’impatto della M4 sull’ambiente cittadino va visto sotto due profili. Il primo, ormai superato, ha riguardato il prezzo da pagare per la costruzione dei cantieri: in un primo momento era stato calcolato l’abbattimento di 711 alberi poi, grazie anche alle proteste di comitati e forze politiche, si è riusciti a ridurre il numero arrivando a 541, quasi il 25% in meno, con 169 alberature che non sono state toccate. Il secondo riguarda il futuro.

Il Comune ha annunciato che al termine dei lavori sarà impegnato nella piantumazione di 1.900 nuovi alberi, il 20% del totale, lungo il percorso della metropolitana. In particolare, oltre 750 saranno collocati nel deposito di San Cristoforo, circa 400 tra Parco Solari e Ronchetto, 400 tra Piazza Tricolore e Argonne e 200 tra le stazioni di Linate e Forlanini.

Bisogna poi aggiungere un progetto integrato per collegare le aree verdi lungo il tracciato della M4 – Parco Forlanini, Idroscalo e Parco delle Risaie – e renderle pienamente fruibili dai cittadini.

Per quanto riguarda gli effetti sulla qualità dell’aria, si calcola che l’avvio a regime delle nuove linee M4 e M5 possa ridurre di circa 30 milioni gli spostamenti annui su auto, produrre un calo delle emissioni pari a circa il 2% e portare ad un abbassamento del consumo annuo di petrolio di circa 16.000.000 tonnellate.