L’Italia e Milano sono ovunque, anche in Iowa, nel cuore degli Stati Uniti. Cresciuta a Venezia, la vita accademica di Lucia Gemmani è iniziata e ha avuto la sua svolta in Cattolica, dove si è immersa nella letteratura e ha riscoperto il suo amore per Ariosto.

 

E se oggi lavora a Iowa University come docente, nel dipartimento di Italianistica, un po’ lo deve anche alla città che la accolta per quasi sette anni.

Lucia, che Milano hai vissuto?
«Ci sono arrivata nel 2005, da Venezia e un po’ per caso».

Perché?
«Dovevo frequentare Economia e Commercio ma durante l’estate della maturità ho capito che fare soldi non mi interessasse troppo. Volevo fare qualcosa che mi desse soddisfazione».

E cosa hai scelto?
«Lettere. C’era un corso bellissimo in Cattolica e ho deciso di partire. Milano è stata la mia scommessa».

L’hai vinta?
«Direi di sì, sono diventata adulta in città, ho imparato tantissimo. Trasferirti a 19 anni cambia sempre la tua prospettiva e i miei anni a Milano mi hanno aperto tante porte».

Che Milano avevi trovato?
«Era diversa da quella di oggi, ma la sensazione che ho sempre provato è che fosse una città contemporanea, capace però di offrirti delle radici. Luoghi come New York, dove sono stata, sono l’emblema della contemporaneità ma questa misura d’uomo non la respiri».

Prima di Iowa University hai fatto il dottorato a Bloomington, in Indiana. Come ci sei arrivata?​
«Via Milano, dove vinsi una fellowship a Mount Holyoke College nel New England, per nove mesi di insegnamento dell’italiano e di studio. Mi innamorai dell’America e decisi di volerci rimanere. C’era un problema, però».

Ovvero?
«Per fare carriera accademica serve il dottorato, strada che avevo rifiutato di fare in Italia. Mi sono dovuta convincere e venni presa a Bloomington. Sono stati anni in cui ho scoperto l’amore per la ricerca».

E per Ariosto, tua tesi di dottorato.
«Sì, ogni volta che lo leggo imparo qualcosa di nuovo. Grazie a lui ho scoperto il mondo cavalleresco e medievale che il grande pubblico ha un po’ ritrovato di recente in Game of Thrones».

Il dipartimento di italianistica in Iowa è una sorpresa, con quasi trecento giovani americani che ogni anno studiano la nostra lingua, a vario titolo. Perché qui?
«L’Iowa è uno Stato di agricoltori e molti contadini italiani sono immigrati nel corso dei decenni. Ci sono numerosi americani che hanno un parente italiano: studiare la lingua credo sia una forma di rispetto verso queste origini».

Da Milano all'Iowa, con al centro l'Ariosto: Lucia Gemmani
Da Milano all’Iowa, con al centro l’Ariosto: Lucia Gemmani