boschetto della droga a Rogoredo
boschetto della droga a Rogoredo

Nel cuore di un quartiere spesso al centro delle cronache per l’ormai celeberrimo boschetto della droga, a Rogoredo potrebbe presto sorgere un nuovo bosco di suoni e di musica.

Il neo presidente del Conservatorio Giuseppe Verdi, Raffaello Vignali, ha infatti annunciato l’intenzione di far sorgere un campus all’interno di un’area verde oggi abbandonata ad angolo tra via Monte Penice e via Pizzolpasso. Siamo all’ombra degli studi Sky e a – relativamente breve – distanza proprio dal boschetto. La curiosa palazzina a mezzaluna è quella degli Ex Chimici, sopravvissuta alle acciaierie Redaelli.

Durante il nostro sopralluogo non abbiamo rilevato movimenti sospetti all’interno, anche se non mancano le segnalazioni dei residenti a riguardo (e sul retro parte della recinzione è saltata). Nei piani sorgerà – sull’esempio della Villette di Parigi – un Conservatorio 2 con aule, laboratori, un auditorium, una residenza per studenti, mensa e bar: tutto quello che serve, insomma, per garantire piena vivibilità ai musicisti. Con benefici però per l’intero quartiere, i cui residenti saranno chiamati a partecipare agli eventi e a suonare (seppur non iscritti).

Tutto è nato dall’esigenza di ampliare gli spazi a disposizione, considerando che la sede storica è ormai inadeguata da questo punto di vista e per quanto riguarda l’isolamento sonoro. Ecco perché le duecento stanze pensate per i futuri ospiti saranno debitamente insonorizzate. E con un occhio di riguardo alla sostenibilità: per le nuove costruzioni si pensa di utilizzare il legno degli alberi falciati dal vento in Val di Fiemme, i cosiddetti abeti di risonanza.

Oltre alle questioni logistiche, però, c’è un interesse al tema civile e sociale in linea con le origini di un’istituzione nata negli orfanotrofi per dare una possibilità di riscatto ai meno fortunati. L’area periferica tra Corvetto e Rogoredo sarà una delle zone di Milano che cambierà di più nei prossimi anni: gli investimenti pubblici e privati sono ingenti e il lavoro, portato avanti in sinergia con il Conservatorio, segue l’ottica di un rilancio in chiave culturale e giovanile.

A poca distanza c’è il boschetto, su cui istituzioni e forze dell’ordine stanno facendo il possibile e dove in occasione di Piano City è arrivata la musica di Emanuele Misuraca (peraltro un allievo del Conservatorio). Tornando al focus, l’istanza al Comune è già stata presentata: il progetto è attualmente in fase di elaborazione con il Politecnico (a cura del professor Emilio Faroldi), ma l’obiettivo immediato è di coinvolgere da subito anche i residenti. Capitolo costi: siamo intorno ai 30 milioni di euro. Fondi che arriveranno dal governo, dalla Regione e da sponsor privati che non mancheranno.

Quanto ai tempi, un’eventuale assegnazione delle Olimpiadi 2026 potrebbe accelerare il tutto: il masterplan, in ogni caso, dovrebbe essere pronto prima dell’estate. La speranza, dei residenti in primis, è di veder rinascere una struttura che fino ai primi anni 2000 è stata sede degli uffici di alcune cooperative e della società Città 2000 e poi promessa sposa di matrimoni immaginari e naufragati nel nulla: doveva essere una biblioteca, un poliambulatorio, un luogo di aggregazione legato all’adiacente parrocchia o una piazza di quartiere.

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1700
gli allievi del Conservatorio

1000
le nuove richieste di iscrizione

18%
la percentuale di studenti stranieri

200
le future stanze per i fuori sede

13
gli anni di abbandono della struttura

 

Intanto si va di social housing

Risulta tra i più grandi interventi di social housing in Italia: è Redo, uno smart district di oltre 600 appartamenti che saranno disponibili da fine anno (ingresso dei primi inquilini nel 2020) con servizi commerciali e spazi verdi. Il progetto, realizzato dal Fondo Immobiliare di Lombardia, è stato presentato negli scorsi giorni dal sindaco Sala, dall’assessore regionale alle Politiche Sociali e Abitative Bolognini, dal presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti e dal prefetto di Milano Renato Saccone.


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