asma
asma

E’ partita la campagna “APPlichiamoci per respirare meglio”, che mira a sensibilizzare la popolazione sui corretti stili di vita per la prevenzione delle malattie respiratorie croniche, in particolare asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva, ma anche incoraggiare la diagnosi precoce e promuovere l’aderenza alla terapia. La campagna è promossa da FederAsma e Allergie Onlus, Sip – Società italiana di pneumologia, Simg – Società italiana di medicina generale, e realizzata con il contributo incondizionato di Chiesi Italia.

Per tutto il 2019 vengono organizzate giornate di screening e consulti medici gratuiti negli ospedali, negli ambulatori di medicina generale e nelle piazze di diverse città italiane. Tra gli strumenti a disposizione dei pazienti, c’è “Io Respiro”: un’app dedicata, che aiuta a monitorare l’intensità dei sintomi e l’impatto sulla vita quotidiana, oltre che a seguire correttamente la terapia. Per chi soffre di malattie respiratorie, la cura non è un processo automatico, ma un’esperienza emotivamente intensa. In particolare, se colpisce in giovane età, determinando una difficile accettazione della malattia e discontinuità nell’assunzione dei farmaci.

È il caso dell’asma che interessa, solo in Italia, oltre 450mila persone tra i 15 e i 24 anni. Anche i pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva – oltre 3,5 milioni di italiani – sono costretti a fare i conti con sintomi invalidanti che, se non controllati, possono subire peggioramenti improvvisi.

Le malattie che tolgono il respiro possono essere prevenute e trattate in maniera efficace, evitando che i sintomi interferiscano con la normale attività quotidiana (a scuola, al lavoro, nello svolgimento di attività fisiche), e riducendo il tasso di mortalità correlata. In Italia si stima che proprio queste patologie siano la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori. Tuttavia, in molti casi, a causa della sottovalutazione dei sintomi (mancanza di fiato e affanno, tosse frequente, sensazione di costrizione toracica), questi disturbi vengono diagnosticati soltanto in fase avanzata, quando la funzione respiratoria è già significativamente compromessa.

 

Il 30% dei pazienti non segue la terapia
Appello al controllo per fumatori ed ex fumatori

Le malattie respiratorie rappresentano un’importante causa di morte nel nostro Paese. Eppure ancora oggi troppo spesso vengono diagnosticate in ritardo. «Arrivare precocemente alla diagnosi è invece fondamentale per intraprendere il prima possibile una terapia appropriata – spiega Francesco Paolo Lombardo, responsabile settore Pneumologia di Simg -.

Fumatori ed ex fumatori sono invitati a sottoporsi alla spirometria, un esame semplice e non invasivo che valuta la funzionalità polmonare. Anche negli studi di Medicina generale, insieme al test spirometrico, vengono offerti consulti medici gratuiti, facendo leva sul rapporto di fiducia e comunicazione diretta con il paziente, e sulla conoscenza di possibili comportamenti a rischio».

Altro fattore chiave, ai fini di una corretta gestione della malattia, è una somministrazione dei farmaci attenta e regolare da parte del paziente. Al contrario, si calcola che circa il 30 per cento dei soggetti in trattamento, non è aderente alla terapia prescritta, in particolare nei periodi in cui si registra un miglioramento della sintomatologia. «Per le malattie croniche, già dopo pochi mesi si registra un drastico calo dell’aderenza che, tra i soggetti asmatici, può arrivare anche a meno del 15% – conclude lo pneumologo Carlo Lombardi -.

Un valido supporto in tal senso, oltre alla disponibilità di regimi terapeutici semplificati e device di facile utilizzo, è rappresentato dalla mobile health. In particolare, l’app “Io Respiro” è stata sviluppata per misurare il grado di intensità del disturbo, chiedendo al paziente una valutazione dei propri sintomi, e per facilitare la sua partecipazione attiva alle raccomandazioni sul programma terapeutico. Questo strumento risulta molto utile anche per i medici, in quanto fornisce indicazioni importanti rispetto al comportamento del paziente in termini di aderenza alla terapia prescritta».

 


www.mitomorrow.it