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Milano
30. 11. 2022 22:19

Rivoluzione a tempo di diesel a Milano: nuovi divieti, cambiano Area B e C

Da domani scattano nuovi divieti e cambia ancora l’accesso alle ZTL

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Cambia la mobilità da domani in città. E’ vietata la circolazione dei mezzi più inquinanti all’interno dell’area B, in particolare i veicoli Euro 2 benzina e Euro 4 e 5 diesel per il trasporto di persone, Euro 4 diesel senza filtro antiparticolato oppure con filtro antiparticolato se le emissioni di particolato sono superiori a 0,01 g/KWh o con filtro installato dal 1 gennaio 2019 per il trasporto di merci e autobus. Il divieto vige dalle 7.30 alle 19.30 dei giorni da lunedì a venerdì, chi lo trasgredisce si becca una multa compresa tra 163 e 658 euro.

Diesel a Milano, nuovi divieti. Come cambiano Area B e Area C

Potrà circolare chi sta sostituendo il suo diesel Euro 5 con un mezzo a basso impatto ambientale, fino al 30 settembre 2023, ma sarà necessario aver sottoscritto non oltre il 14 settembre un contratto di acquisto, di leasing o di noleggio a lungo termine inoltrando la richiesta entro il 19 settembre. L’altra possibilità per circolare è quella di utilizzare il dispositivo MoVe-In, il quale monitora il chilometraggio percorso dall’auto, permettendo un massimo di 2.000 chilometri l’anno di tolleranza per diesel Euro 5, 1.800 per Euro 4 fino a settembre 2024. Vi è inoltre un bonus di 50 ingressi valido per i residenti a Milano fino a settembre 2023.

Anche per quanto riguarda area C vale lo stop agli Euro 2 a benzina e ai diesel fino agli Euro 5, le altre auto possono entrano ma pagano ad eccezione delle elettriche. Novità anche per le auto ibride che sono divise in due categorie: quelle con tasso di emissioni CO2 uguale o inferiore a 100 g/km conservano l’accesso libero mentre quelle con emissioni CO2 superiori a 100 g/km pagano il ticket di 5 euro.

Diesel a Milano, le FAQ sulle nuove norme

In quali giorni e orari è in vigore Area B?
Area B è attiva dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30. Non è attiva sabato e nei giorni festivi.

Quali sono le vie e i confini di Area B?
Area B include gran parte del territorio cittadino e della popolazione residente, ed è delimitata da 186 varchi d’accesso. La mappa dei varchi è disponibile su comune.milano.it

E’ previsto un tagliando d’ingresso?
Area B non è soggetta al pagamento di un ticket d’accesso.

Le telecamere ai varchi rilevano solo l’entrata o anche l’uscita da Area B?
Il sistema di telecamere rileva solamente le targhe dei veicoli in entrata, tuttavia la disciplina vieta non solo il transito ai varchi ma anche la circolazione dinamica, ovvero il movimento del veicolo, all’interno di Area B e verso l’esterno.

Chi accede ad Area B prima delle 7.30 può uscire senza incorrere in sanzioni?
Un veicolo soggetto ai divieti di Area B che si trovi al suo interno non può comunque circolare prima delle 19.30, neppure per uscirne. Può unicamente sostare.

Diesel a Milano: la sfida politica è sempre sulla mobilità

Il clima elettorale ha contribuito ad infiammare una polemica vecchia che potrebbe adesso diventare il principale terreno di battaglia per i prossimi quattro anni. Stiamo parlando della mobilità, cui è strettamente connesso l’ambiente, su cui si sta consumando uno scontro tra centrodestra e maggioranza ormai arrivato a livello istituzionale in quanto ha coinvolto i più importanti esponenti della giunta regionale.

A dare la stura è il provvedimento deciso dalla giunta Sala che ha introdotto nuove regole restrittive per Area B e C a partire da domani. E’ stato il governatore Attilio Fontana ad esprimere la netta contrarietà chiedendo una sospensione delle nuove misure: «E’ una scelta di buon senso per non danneggiare migliaia di cittadini e imprese in questa fase economicamente complicata».

Richiesta ribadita dall’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo: «Abbiamo chiesto una deroga fino al prossimo mese di marzo al blocco dei diesel euro 5 in Area B. E, in alternativa, che si valuti almeno un allargamento fino a 3.000 km delle fasce chilometriche consentite a chi aderisce a Move-in. Ho anche ricordato che gli accordi sottoscritti dalle Regioni del Bacino padano non prevedono limitazioni per i diesel euro 5 se non dopo il 2025. Questo in considerazione del fatto che proprio gli euro 5 sono auto recenti, immatricolate fra il 2011 e il 2017». Dello stesso avviso Geronimo La Russa, presidente dell’ACI di Milano, che ha chiesto «un anno di moratoria sui nuovi divieti. La situazione economica è davanti agli occhi di tutti con il costo della vita alle stelle e moltissime persone in difficoltà».

Richieste che non hanno ottenuto risultati, il sindaco Sala ha replicato che non c’è spazio per trattative: «Basta con i tavoli. Questo tema è chiaro da un anno e mezzo e proporre un tavolo una settimana prima vuol dire buttare la palla avanti». La contesa è finita qui ma solo per ora, i trasporti si confermano materia incandescente per la politica milanese.

Diesel a Milano, intervista con Marco Ponti (BRT): «I divieti sono sbagliati. Meglio aumentare le tariffe»

«Sono stato in giro con la mia auto, più che di mobilità bisognerebbe parlare di immobilità». Inizia con una battuta Marco Ponti, responsabile di BRT, un trust non-profit che si occupa di ricerca economica nei trasporti, la sua riflessione sul tema che preannuncia una critica serrata alle politiche del Comune.

marco pontiPartiamo con i nuovi provvedimenti previsti per Area B.

«Sono scettico sull’atteggiamento adottato dall’Amministrazione».

Per quale motivo?

«Credo che sia giusto combattere i veicoli più inquinanti ma non con i divieti: sarebbe meglio applicare o aumentare tariffe, come fatto per area C, allo scopo di disincentivare l’uso dell’auto».

Il divieto è più efficace.

«Il divieto non distingue tra chi ha e chi non ha necessità di utilizzare il mezzo, gli economisti non lo ritengono uno strumento né equo né efficiente, a parità di risultati».

Queste misure possono incidere sull’inquinamento?

«Faccio una premessa: le emissioni sono migliorate, l’inquinamento si è ridotto di circa sette volte negli ultimi vent’anni come dicono i dati dell’Arpa. In particolare la qualità dell’aria è migliorata moltissimo, ad esempio gli ossidi di zolfo e piombo sono quasi scomparsi, oggi un’auto inquina un decimo rispetto a 15 anni fa, e le ibride in città quasi per nulla».

Sta dicendo che vanno riconsiderate anche le politiche antismog?

«E’ così, è sbagliato colpire nel mucchio come ha deciso il comune. A questo aggiungo la contraddizione tra la severità delle sanzioni e l’incapacità di applicarle, come avviene per la sosta».

E’ un problema vecchio quello delle seconde file.

«Lo so, mancano i vigili così si creano abitudini sbagliate: le seconde file rallentano la velocità di deflusso e così aumenta l’inquinamento».

Cosa pensa delle zone 30?

«Vale il discorso appena fatto: i limiti di velocità non vengono rispettati, si è costretti a correre altrimenti c’è il rischio di essere tamponati. Nel merito penso che in alcune zone della città, in modo particolare quelle residenziali, siano opportune».

Altro tema caldo: le piste ciclabili.

«Il discorso è semplice: il comune dispone di un modello di simulazione del traffico che ci dice se le piste ciclabili sono in grado di togliere auto dalle strade e in quale numero. Se le auto tolte sono poche e le altre viaggiano più in coda data la riduzione dello spazio per la circolazione, l’inquinamento e la congestione aumentano. Il Comune sta facendo dei conti? Non credo».

Non ci sono vantaggi?

«Non mi sembrano misure in grado di alleggerire il traffico in modo efficiente che comunque deve esistere per assicurare servizi e funzioni importanti per la città».

Il Comune persegue l’obiettivo di ridurre il volume del traffico, lo condivide?

«Sì ma non con questi mezzi».

Cosa trova più sbagliato?

«L’approccio ideologico, il pensare di risolvere i problemi con le grida manzoniane, mentre la disciplina delle soste e del traffico viene ignorata: purtroppo l’assenza di disciplina conferma che le norme sono per i fessi, i furbi se ne possono allegramente fregare».

Diventeremo prima o poi come le grandi città del nord?

«Non è semplice, hanno un’altra tradizione, sono diverse da noi per cultura».

Diesel a Milano, obiettivo ciclabili: 70 chilometri in due anni

Il Comune ha elaborato un piano per realizzare itinerari ciclabili per i prossimi due anni riservandosi, visto che l’arco temporale è lungo, di anticipare o sostituire gli interventi. Questi itinerari saranno anche presentati ai Municipi per condividere i progetti e ascoltare le osservazioni.

Nel 2023 sono stati ipotizzati lavori per la realizzazione di undici itinerari ciclabili, tra i più lunghi ci saranno quella tra piazza Stuparich e piazza Maciachini, che seguirà il percorso della circonvallazione, e quelli previsti tra piazza Siena, in zona Bande Nere, fino a piazza Miani.

Sarà invece realizzata con un intervento strutturale la ciclabile tra via Rombon e viale Palmanova, a Crescenzago, che intersecherà l’itinerario ciclabile programmato in via Feltre. Entrambi i percorsi passeranno davanti alle scuole presenti nel quartiere. È prevista anche la continuazione dell’itinerario che da via Novara, attraverso via Rembrandt, piazza Wagner e via Pagano, arriverà fino alla stazione Cadorna: in sostanza dalla periferia si potrà arrivare in bicicletta fino al centro.

Nel 2024 si ipotizza invece la realizzazione di quattordici itinerari, tra questi la continuazione dell’itinerario ciclabile di via Primaticcio, da largo Brasilia a largo Giambellino, e quella lungo la circonvallazione esterna, tra via Bellezza e piazza Argentina. Alcune ipotesi sono ancora in fase di studio, altre in fase più avanzata come quella che legherà il Merezzate e il nuovo quartiere di Santa Giulia con piazzale Ovidio e il completamente dell’asse da via Primaticcio, da largo Brasilia a largo Giambellino, tutta in sede protetta, che si collegherà alla pista ciclabile al momento in fase di realizzazione in piazza Napoli.

In tutto si tratta di 70 chilometri di nuove piste ciclabili. Ma il programma non è finito, al momento è aperto un bando per la realizzazione di sei velostazioni che potranno ospitare circa 700 biciclette e rendere più facile in questo modo l’utilizzo delle due ruote fino alle fermate del trasporto pubblico. Il Comune sta insomma dando un’accelerata, è proprio il caso di dirlo, per una nuova mobilità, come conferma l’assessore Arianna Censi: «Stiamo costruendo le linee di connessione per una reale alternativa agli spostamenti in auto. Questa è una grande scommessa per una metropoli come Milano».

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