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18. 09. 2021 01:10

Milano, cascine abbandonate (e non solo): al via nuovi progetti di riqualificazione

Il Comune cede 26 immobili ai privati per poterli riqualificare e donare nuovi spazi socio-culturali alla città

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Le cascine abbandonate di Milano (e non solo) sono pronte a tornare a nuova vita. Sono così stati assegnati i primi sette immobili dismessi di proprietà del Comune ad altrettanti operatori del privato sociale, al termine di una procedura di avviso pubblico durata alcuni mesi.

Il Comune cede gli immobili per la riqualificazione: cascine abbandonate e tanto altro

Le proposte contengono progetti di recupero edilizio dei beni, con consistenti investimenti economici da parte degli assegnatari che valorizzano il patrimonio immobiliare. Progetti che prevedono il rilancio degli spazi con attività socio-culturali ed educative destinate alle comunità locali. Ecco il dettaglio delle opere in progetto.

La cascine abbandonate di via Taverna

La cascina di via Taverna 75 è stata aggiudicata alla Fondazione Paletti Ricci Onlus-Fondazione Vidas, che insedierà nuove residenze per famiglie con minori in cura nei centri lombardi. Un progetto che prevede un investimento da parte di Vidas di quasi 4 milioni di euro per la riqualificazione completa dell’immobile, con un canone di 162mila euro per la durata del diritto di superficie. E un beneficio per la città in servizi quantificato in 9 milioni di euro.

cascine abbandonate

Quasi 13 milioni di euro sono invece gli investimenti, sempre da parte della Fondazione Paletti Ricci Onlus-Fondazione Vidas, per il recupero della cascina di via Taverna 72 dove troveranno sede servizi di residenzialità leggera destinati ad anziani. Le fondazioni pagheranno 180mila euro di canone per la durata del diritto di superficie ed erogheranno servizi a favore della città per 11 milioni di euro.

Lo stabile di via Rizzoli

La Fabbrica Ghiaccioli Kociss s.n.c. rilancerà lo stabile di via Rizzoli 13 A, con un accordo che prevede 50mila euro di investimento in lavori e un canone annuo d’affitto pari a 275mila euro per la creazione di una scuola di gelateria con la successiva possibilità di apertura di un punto vendita.

L’area di via Marazzani

La British School of Milan invece si è aggiudicata l’acquisto, con 625mila euro, dell’area di via Marazzani per l’apertura di un edificio scolastico con servizi destinati alla cittadinanza (1 milione di euro l’anno destinati a borse di studio e lezioni alla comunità locale).

La cascina di via Celio-Paravia

La cascina di via Celio-Paravia 22 sarà ristrutturata dalla Fondazione Terzo Luogo ETS che pagherà un canone di 297mila euro per la durata del diritto di superficie e investirà 9,3 milioni di euro per realizzare uno spazio culturale-educativo (biblioteca multimediale, servizi per l’infanzia, laboratori di creatività e formazione) che fornirà servizi quantificati in 3 milioni di euro l’anno.

Locali abbandonati in via Arturo Graf

I locali abbandonati di via Graf Arturo 29 riprenderanno vita grazie al progetto di Fondazione Arché Onlus, che ha acquistato il sito per 600mila euro e prevede di istituire una trattoria sociale, un presidio sanitario territoriale, un asilo nido e una comunità mamma-bambino, con una ricaduta di servizi a favore del territorio quantificata in 4 milioni di euro.

Gli spazi di via Bianchi d’Espinoza

L’associazione All Family infine recupererà gli spazi di via Bianchi d’Espinoza 7 per l’insediamento di attività di natura socio-culturale negli spazi liberi, a cura delle associazioni già presenti negli spazi occupati. Il canone annuo è di 20 euro a metro quadro.

“È stato un percorso importante l’aver individuato beni in disuso da troppo tempo e aver tentato con successo di restituirli alla città – afferma Roberto Tasca, assessore al Demanio –. Attraverso bandi pubblici, siamo riusciti a coniugare la necessità di valorizzare economicamente il loro utilizzo ad una destinazione d’uso con vocazione socio-culturale, così da generare un impatto virtuoso nella vita della comunità. Questa è solo la prima parte delle assegnazioni che prevedono in tutto 26 beni tra cascine e locali dismessi in diversi quartieri cittadini. Ringrazio gli uffici per il lavoro di questi anni nel recupero di tutti i beni demaniali dimenticati che ora avranno una seconda vita”.

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