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19. 10. 2020 23:39

Nuovo presidio e iniziative natalizie: provaci ancora, Rogoredo

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Rogoredo, da anni ormai al centro delle cronache nazionali per il boschetto dello spaccio e del consumo di droga, è stato oggetto di una recente riunione in Prefettura che ha coinvolto numerosi esponenti delle istituzioni locali (e non) e tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine. Mi-Tomorrow fa il punto su quanto è emerso dalla riunione e su ciò che potrebbe succedere e che succederà nel quartiere.

QUI COMUNE • La riunione, fortemente voluta dal sindaco Beppe Sala e dal governatore regionale Attilio Fontana, ha visto la presenza di tre assessori della giunta comunale: Pierfrancesco Majorino (Politiche Sociali), Pierfrancesco Maran (Urbanistica, Verde e Agricoltura) e Anna Scavuzzo (Sicurezza). L’obiettivo del Comune di Milano, più volte ribadito, è quello di debellare il fenomeno attraverso una presenza intensa e costante delle forze dell’ordine, attualmente impiegate perlopiù in sporadici blitz. Questura, carabinieri e polizia hanno assicurato le forze necessarie a vigilare nel parco quotidianamente entro Natale: ciò consentirà a Italia Nostra, l’associazione che si prende e prenderà cura dello spazio e che in poco più di un anno ha riqualificato ben 34 ettari di verde, di estendere la sua attività recuperando anche quella parte di boschetto ancora in mano a spacciatori e consumatori. Ma le iniziative non sono finite qui, perché quest’anno persino Babbo Natale contribuirà alla riqualificazione dell’area. Il tutto è nato grazie a un privato ed è stato patrocinato dal Municipio 4: negli scorsi giorni è stato inaugurato in via Cassinis il Villaggio di Babbo Natale, che fino al 7 gennaio offrirà attività e intrattenimenti ai più piccoli.

QUI REGIONE • Accanto al presidio fisso delle forze dell’ordine è previsto, in collaborazione con lo stesso Comune e con le associazioni del terzo settore che già operano a Rogoredo, un presidio medico e sociale: infermieri, soccorritori del 118, un medico e uno psicologo sempre sul posto. In una seconda fase, sempre guidata da Regione Lombardia, si prevede un servizio di distribuzione di siringhe e di test hiv e di installare in via sperimentale una postazione di drug checking (sul modello svizzero) da cui rilevare la reale composizione chimica delle sostanze che si vogliono assumere per mettere in guardia i consumatori sulla presenza di sostanze da taglio nocive e per creare con loro un primo avvicinamento e contatto. L’obiettivo a più lunga scadenza, ovviamente, è di accompagnare i tossicodipendenti in un percorso di disintossicazione e di recupero totale. L’assessore regionale al Welfare e alla Sanità Giulio Gallera (recentemente in visita nel bosco) punta anche a una riduzione del danno con particolare riguardo ai minori che, complice l’attenzione mediatica, si addentrano sempre più numerosi.

QUI GOVERNO • Su piano nazionale, il ministro degli Interni Matteo Salvini ha definito negli scorsi giorni Rogoredo come una priorità assoluta. Per il primo semestre del 2020 è prevista inoltre l’apertura, più volte annunciata e ancora non realizzata, di un ufficio della Polfer (Polizia Ferroviaria) all’interno della stazione. Le dichiarazioni di Salvini rispondono all’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo del Pd eletto a Milano e autore in prima persona di un sopralluogo in quel di Rogoredo. L’impressione è che finalmente ci sia piena consapevolezza, su più fronti, dell’urgenza di un intervento massiccio e definitivo per restituire una grande area della città ai cittadini e ai residenti. Un’area che merita progetti di rilievo, come quelli relativi alla futura struttura polifunzionale per sport e concerti in vista anche della possibile assegnazione per le Olimpiadi invernali del 2026. Un’area da cui lanciare un messaggio forte e chiaro: no alla droga, sì alla vita.

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