La Milano sempre proiettata al futuro può lasciare per strada stralci di progetti mai realizzati. È il caso del Parco della Cultura in zona Tibaldi: a distanza di vent’anni dai primi annunci, se ne torna (finalmente) a parlare in queste settimane.

BOTTA E RISPOSTA • Il Parco della Cultura, realizzazione prevista nel P.R.U. Pompeo Leoni (ex Om) iniziato nel 1998 in un’area compresa tra viale Toscana e la ferrovia, è l’unica parte ancora incompiuta del progetto. Posto in diretta relazione con il parco Ravizza, ne costituisce idealmente la zona maggiormente attrezzata con un frutteto, area giochi per i bambini, giardino del colore, dell’acqua e dei lilium. L’accesso al parco avviene attraverso due piazze alberate. Quelli appena citati sono estratti del progetto originale.

La proposta del nuovo Pgt, ancora da approvare, inserisce però all’interno di quell’area una nuova funzione: un deposito per i mezzi elettrici Atm. Nella delibera di parere il Municipio 5 ha già espresso la sua forte contrarietà in merito, mentre il Comune ha rivelato che al momento non esiste ancora un progetto e che in ogni caso il deposito sarebbe in sotterranea, preservando in superficie l’area a verde.

POCHI FATTI • Botta e risposta a parte, l’esigenza primaria è quella di portare avanti il piano di bonifica di tutta l’area e il percorso di confronto per la realizzazione di questo attesissimo parco. In quest’ultimo anno, fa sapere il presidente di Municipio Alessandro Bramati, si sono svolti alcuni incontri con l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran per cercare di sbloccare la situazione.

Un parziale inizio di bonifica è stato realizzato nell’area adiacente al centro culturale Santeria Social Club, ma previsioni di completamento anche per lotti al momento non ci sono. Con conseguenti rammarico e rabbia da parte dei residenti in zona, alcuni dei quali avevano comprato casa anni fa anche in virtù della promessa del mai realizzato parco.

IL FUTURO • L’area del futuro Parco della Cultura versa nel degrado più totale e in stato di abbandono con accumuli di rifiuti vari, sterpaglie e una recinzione che ne permette l’accesso in più punti in quanto forzata. Non a caso vengono segnalate ciclicamente persone accampate con tende. Non tutti i cittadini, ad ogni modo, auspicano un altro spazio verde: «Pensare di fare altro verde come da progetto originale non farebbe che consacrare quel pezzo al degrado. Sarebbe utilissimo pensare a un modo di portare vita da quella parte.

Quell’area dovrebbe avere stazione, parcheggi a verde per chi vorrà prendere la circle line e spazi commerciali attorno, così da creare un passaggio più sicuro verso l’area di via Spadolini. Ecco perché mi piacerebbe un intervento più ampio», racconta a Mi-Tomorrow un residente. Il futuro di questa fetta di Milano, insomma, è ancora da scrivere: la pazienza di alcuni cittadini, già messa a dura prova nel corso degli anni, avrà lo stesso futuro a lungo termine?

NUMERI
1998 L’anno di inizio nel progetto
313.000 I metri quadri dell’area totale interessata
24.000 I metri quadri dell’area del Parco della Cultura