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13. 06. 2024 01:56

Essere un ciclista a Milano, essere un camionista a Milano: il sistema al collasso e la ricerca reciproca di colpevoli

Che poi, in fin dei conti, la colpa dei tanti incidenti per strada tra bici e mezzi pensanti è di tutti noi

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Quanto è difficile essere un ciclista a Milano oggi? Ma soprattutto, quanto è difficile essere un camionista Milano oggi? Due domande, due quesiti ai quali forse è impossibile dare una risposta univoca, ma che di certo viaggiano assieme, in un momento storico tanto tragico quanto di dovuta riflessione per la città.

Essere un ciclista a Milano ed essere un camionista, le colpe che non vogliamo

Beninteso, ognuno cerca il suo colpevole sull’altra sponda. E questo, se ce lo permettete, è anche abbastanza normale. Lo fa la politica, che ogni giorno cerca di screditare la parte avversa, figurarsi se non lo possono fare i normali cittadini che, dalla politica, prendono spunto. Ma qui la cosa si complica quando di mezzo ci finiscono dei morti. Già, perché l’ecatombe che stiamo vivendo oggi giorno per le strade di Milano non ha precedenti. E dunque, in questo momento dove in tanti si fanno delle domande, ecco il quesito re: di chi è la colpa? Molti pensano che la colpa sia dei camionisti, che sono costretti a guidare dei mezzi grossi, forse troppo grossi per le strade di Milano, non riuscendo ad evitare i ciclisti. Ma chi guida i camion, invece, pensa che la colpa sia dei ciclisti, alquanto indisciplinati. Gli antichi latini ci hanno sempre insegnato che la virtù sta nel mezzo e forse mai come in questo momento questo detto, questo modo di pensare la vita, può davvero avere senso.  

La confessione del camionista

Essere un ciclista a Milano. In un messaggio condiviso con il profilo Instagram di MilanoBellaDaDio un autista di mezzi pesanti ha detto: «Sabato mi sono ritrovato a lavorare a Milano e ho notato tanta gente incauta e sprezzante del pericolo, sostare nei miei punti ciechi ai semafori o a gli stop… Mi sono capitati decine e decine di ciclisti, pedoni e motociclisti attorno al mezzo dove non potevo vederli. Oltretutto i sensori per i punti ciechi sui mezzi pesanti… in una città trafficata come Milano rimangono costantemente accesi e quindi inutilizzabili! L’unica soluzione è EDUCARE LA GENTE su come comportarsi in strada». 

 

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Dunque, perché sta succedendo tutto questo? È solo un problema di noncuranza di chi guida il mezzo pesante o c’è un circolo frenetico che ha portato questa città ormai ad essere talmente sempre sulla corda, in ritardo all’appuntamento e, dunque, spesso menefreghista? Diciamo la verità, quante volte avete visto ragazzi e ragazze, uomini e donne anche più maturi a bordo di un monopattino passare con il rosso? E quante volte avete visto delle persone a bordo di una bicicletta passare con il rosso? Noi, personalmente, davvero tante volte. Questo di certo non giustifica i camionisti, anzi. Semmai chiede a loro ancora più attenzione, ma è chiaro che il sistema sembra collassare sempre di più. E forse quello che dovrebbe cambiare per davvero è il tornare ad avere più rispetto di noi stessi e degli altri, perché l’educazione stradale, in fin dei conti, è proprio questo.

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