Galleria Vittorio Emanuele II, scontro tra Lisa e il Comune: «Irregolarità accertate dal TAR»

Una situazione che, viene sottolineato in una nota, si inserisce in un contesto caratterizzato da una serie di criticità riguardanti la concessione dei locali

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L’Amministrazione comunale interviene sulla vicenda relativa alla Galleria e alle minacce di querela annunciate da Massimiliano Lisa, precisando che le dichiarazioni finite al centro della contestazione trovano riscontro negli atti e nelle pronunce della giustizia amministrativa. Secondo quanto evidenziato dal Comune, Lisa occupa alcuni spazi all’interno della Galleria in qualità di sub-concessionario. Una situazione che, viene sottolineato in una nota, si inserisce in un contesto caratterizzato da una serie di criticità riguardanti la concessione dei locali.

Galleria, il caso

Tra gli elementi richiamati dall’Amministrazione figurano infatti una rilevante morosità nel pagamento dei canoni dovuti al Comune da parte del concessionario e alcune violazioni riscontrate in materia di sicurezza. Circostanze che, secondo il Comune, sarebbero state confermate dal Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia con la sentenza n. 1878 del 2025. Nel dettaglio, il TAR avrebbe accertato che l’utilizzo degli spazi da parte del signor Lisa avveniva in regime di subconcessione, nonostante il divieto previsto dal rapporto concessorio. Proprio per questo motivo, evidenzia l’Amministrazione, il sub-concessionario non potrebbe intrattenere rapporti diretti con il Comune, essendo il concessionario l’unico soggetto titolato nei confronti dell’ente pubblico.

Restauro della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, foto ufficio stampa Comune, pubblico impiego a Milano

Galleria, la sentenza

La sentenza richiama inoltre la posizione debitoria del concessionario principale nei confronti del Comune per il mancato pagamento dei canoni concessori. A ciò si aggiungono alcune irregolarità accertate nei locali, tra cui violazioni della normativa antincendio e la realizzazione di opere edilizie prive della necessaria autorizzazione da parte dell’Amministrazione.

Galleria, botta e risposta

Alla luce di tali elementi, il Comune aveva disposto la decadenza della concessione. Un provvedimento che, secondo quanto ricordato nella nota, è stato successivamente ritenuto legittimo dal TAR Lombardia, che ha confermato la correttezza dell’operato dell’ente. Per l’Amministrazione, dunque, le affermazioni contestate da Lisa non rappresentano valutazioni personali o ricostruzioni prive di fondamento, ma fatti già esaminati e accertati nell’ambito del contenzioso amministrativo conclusosi con la sentenza del 2025.

Galleria, la risposta di Lisa

La risposta di Lisa non si è fatta attendere: «Con riferimento alla nota diffusa oggi dal Comune di Milano, Massimiliano Lisa prende atto che il Sindaco Giuseppe Sala non ha né rettificato né chiesto scusa per le dichiarazioni rese durante l’intervista del 5 giugno 2026 a Un giorno da Pecora su Radio 1. Per tale motivo procederà con la querela per diffamazione nei suoi confronti. Il Sindaco Sala ha associato Lisa a presunte morosità, abusi, irregolarità e contenziosi, aggiungendo persino “eccetera eccetera”, lasciando così intendere l’esistenza di ulteriori contestazioni a suo carico».

«Tali affermazioni sono false. Lisa/Leonardo3 non ha mai avuto alcuna morosità e ha sempre regolarmente adempiuto ai propri obblighi contrattuali. La società amministrata da Lisa opera da tredici anni negli spazi del Museo Leonardo3 sulla base di un contratto con la società concessionaria del Comune. La controversia richiamata dalla nota del Comune riguarda esclusivamente il Comune e la concessionaria ed è del tutto estranea sia a Massimiliano Lisa sia a Leonardo3. Inoltre, la sentenza del TAR è comunque sospesa dal Consiglio di Stato».

«La stessa nota del Comune di fatto conferma che le questioni richiamate riguardano la società concessionaria e non Massimiliano Lisa/Leonardo3. Preso atto della mancata rettifica e delle mancate scuse, nonché della sostanziale conferma delle dichiarazioni contestate, Massimiliano Lisa procederà pertanto nelle sedi giudiziarie competenti a tutela della propria reputazione e dei propri diritti».

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