Parco dei Capitani chiuso tra le polemiche: interrogativi su bonifiche e progetto stadio

L’area è transennata per ragioni di sicurezza e misure precauzionali in attesa di attività di bonifica

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Recinzioni improvvise e accesso interdetto al pubblico al parco dei Capitani, nell’area compresa tra lo stadio di San Siro e via Tesio. Un’area storicamente frequentata da cittadini e famiglie si presenta oggi completamente chiusa, con cartelli che ne motivano lo stop per «ragioni di sicurezza e misure precauzionali in attesa di attività di bonifica ai sensi della normativa vigente».

Parco dei Capitani chiuso tra le polemiche

La chiusura ha immediatamente sollevato interrogativi e polemiche politiche. A chiedere chiarimenti è stato il consigliere comunale Enrico Fedrighini, intervenuto nel corso del Forum pubblico dedicato al progetto del nuovo stadio, svoltosi all’Acquario Civico nei giorni scorsi.

Durante l’incontro, i rappresentanti della società San Siro Stadio Spa hanno giustificato l’intervento con la presenza di presunte criticità emerse da recenti indagini geognostiche, che avrebbero evidenziato possibili contaminazioni nell’area. Una spiegazione che, però, si scontra con la documentazione già trasmessa al Comune, nella quale il parco risulterebbe conforme sotto il profilo ambientale.

Il caso si inserisce in un contesto già delicato, legato al futuro dell’area di San Siro e al progetto del nuovo impianto sportivo promosso da Milan e Inter. Il Parco dei Capitani rientra infatti nel perimetro delle aree interessate dal piano di sviluppo urbanistico collegato alla futura struttura.

Una porzione dell’area era oggetto di lavori di semina

A rendere la vicenda ancora più controversa è un episodio risalente a metà maggio, quando una porzione del parco era stata oggetto di lavori di semina, come indicato in alcuni cartelli temporanei comparsi sul posto. L’iniziativa era avvenuta pochi giorni prima di un evento pubblico organizzato dai comitati insieme all’attore Paolo Rossi e si era svolta senza particolari criticità, con la partecipazione di circa 400 persone, invitate a non calpestare le aree interessate.

Il disappunto del consigliere comunale, Enrico Fedrighini

Proprio questo passaggio è oggi al centro delle perplessità sollevate dal consigliere Fedrighini, che parla apertamente di una situazione contraddittoria. «Prima si procede con la semina e poi si parla di bonifica?», ha osservato, esprimendo dubbi sulla gestione complessiva dell’area. «In nessun’altra città europea si assisterebbe a una situazione del genere a danno della cittadinanza».

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