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18. 05. 2022 02:24

Russofobia, stiamo ormai superando il limite?

La Federazione felina ha vietato ai gatti russi di partecipare alle competizioni internazione. Il vento della Russofobia soffia più forte che mai. Non staremo varcando il limite?

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Nella giornata di ieri i riflettori si sono accesi sulla vicenda legata al professor Nori e alla censura inflitta dall‘università Bicocca al suo ciclo di lezioni sullo scrittore russo Dostoevskiy. Una telenovela per certi versi stucchevole in cui “per timore di creare tensioni” viene rilegato l’universalità della cultura ad un semplice fatto nazionale.

Non giriamoci intorno, è in atto una vera e propria ondata di russofobia: anche la Federazione Felina Internazionale ha deciso di vietare le manifestazioni internazionali ai gatti russi. Una notizia che ha tutte le caratteristiche di una fake news, ma che purtroppo è atrocemente reale e consultabile sul sito ufficiale della Federazione.

Russofobia, fino a dove possiamo spingerci?

Le guerre sono in grado di tirare fuori gli aspetti peggiori dell’umanità. Non solo sui campi di battaglia, ma anche nell’opinione pubblica e soprattutto tra coloro che dovrebbero limitarsi ad informare senza prender parte, ovvero noi giornalisti.

Si polarizza così il mondo come ormai non si vedeva da 30 anni: da un lato i “buoni” americani e dall’altro i “cattivi” sovietici, ora semplicemente traslati in russi.  Si perde il senso dell’oggettività e soprattutto si perdono quelle sfumature di complessità che compongono ogni società.

profughi ucraini

C’è certamente da un lato un dittatore che si erge a nuovo Zar, così come dall’altro c’è una Nato che negli ultimi vent’anni ha accerchiato i confini russi con basi militari per stuzzicare la sua follia. C’è un’Ucraina contesa tra chi vorrebbe imporre la propria visione. Poco importa se guardi ad occidente o ad oriente.

Ci si dimentica però di chi sta in mezzo: i civili, o per meglio dire gli esseri umani. Non è rilevante la loro nazionalità, russa o ucraina. Alziamo barriere su ciò che ci dovrebbe unire: la cultura, lo sport, addirittura i gatti. Cacciare il direttore russo Gergiev diventa cosa “buona e giusta” solo perchè lo hanno fatto gli altri, così come negare agli atleti russi di partecipare alle competizioni internazionali semplicemente perchè rappresentano i colori di una bandiera al momento invisa a tutti. Con questo vento di russofobia aspettiamoci di vedere anche l’insalata russa bandita dagli scaffali dei supermercati.

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