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14. 06. 2024 23:11

Covid-19: durerà altri 18-24 mesi

Uno studio condotto dall'Università del Minnesota traccia i possibili scenari futuri legati al coronavirus

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Sono passati all’incirca due mesi da quando l’Oms definì il coronavirus una pandemia mondiale. La domanda a cui tutti vorrebbero rispondere è: quando finirà? Il Cidrap, il Centrer for Infectious Disease Research and Policy dell’Università del Minnesota, ha provato a trovare una soluzione al quesito.

Lo studio. I ricercatori del Cidrap hanno analizzato l’epidemie influenzali che si sono susseguite dal 1700 ad oggi. Nonostante il Covid-19 appartenga ad un ceppo simile a quello della Sars, si è preferito osservare i comportamenti dei virus influenzali, in quanto sembrerebbero avere modalità di diffusione particolarmente simili a quelle del coronavirus.

Immunità di gregge. Secondo l’analisi scientifica per dichiararci completamente fuori pericolo dovremmo attendere che la popolazione raggiunga un’immunità di gregge del 60-70%. Questa si otterrà in maniera definitiva attraverso il vaccino, il quale molto probabilmente sarà prodotto nel 2021, anche se al momento è impossibile indicare delle tempistiche certe. Così come non è certo quanto ancora dovremo convivere con la pandemia: sempre secondo il Cidrap ci vorranno tra i 18 e i 24 mesi.

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Gli scenari. Partendo dalle epidemie influenzali degli ultimi due secoli, i ricercatori hanno elaborato un modello di diffusione e contrazione del virus nei prossimi mesi. Gli scenari ipotizzati sono tre.

Nel primo caso l’ondata di questa primavera sarà seguita da onde minori che si protrarranno per 1-2 anni, diminuendo d’intensità nel 2021. A seconda della gravità dei ritorni di contagio potrebbero essere introdotte nuove misure di contenimento “stagionali”.

Il secondo scenario invece, ricalca il modello della “Spagnola”, l’epidemia globale che si sviluppò nel 1919. Dopo una prima ondata minore nella primavera, il virus sembrò scomparire durante l’estate per poi tornare con intensità ancora maggiore in autunno ed in inverno. Se il coronavirus seguisse tale diffusione ci ritroveremo di nuovo nella stagione invernale a convivere con le misure di lockdown.

L’ultima prospettiva parla di un lento consumarsi delle trasmissioni e dei casi di contagio a partire dall’estate. Non è però possibile definire la direzione dell’onde: si potrebbero verificare aree in cui continueranno ad essere presenti focolai di contagio, ed altre che riusciranno a contenere l’epidemia molto più facilmente. Tale scenario non si è mai presentato nelle pandemie che hanno interessato il corso della storia. Tuttavia resta una possibilità concreta.

Concludendo, il Covid-19 probabilmente seguirà il destino di tanti altri virus: ci conviveremo per altro tempo, e probabilmente adotterà un modello stagionale meno aggressivo e combinato con altri patogeni.

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