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28. 06. 2022 01:40

Coronavirus, Salvini: «Perché dovrebbe esserci una seconda ondata?»

Matteo Salvini si interroga sulla possibilità di una seconda ondata di coronavirus e chiede la riapertura degli stadi al pubblico

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Il mondo scientifico continua a dividersi tra coloro che pensano che l’emergenza sia ai titoli di coda e coloro che invitano a non abbassare ancora la guardia. Il leader della Lega Matteo Salvini si è schierato dalla parte del primo gruppo.

Basta terrorizzare. «Ma perché dovrebbe esserci una seconda ondata? – si è domandato Salvini durante la trasmissioni “Aria Pulita” su 7 Gold -. In Italia ormai tre quarti del Paese sono esenti da contagi e da ricoveri, gli italiani hanno dimostrato enorme buonsenso in questi mesi ma mi sembra che ormai siano tanti i medici che stanno dicendo che il virus adesso fortunatamente ha una diffusione e soprattutto una gravità nei nuovi casi assolutamente inferiore rispetto a qualche mese fa. Quindi è inutile continuare a terrorizzare le persone».

Ripartire con lo sport. L’intervento nel programma è anche l’occasione di parlare del settore sportivo e del suo cammino verso la “normalità”. «Il calcio – ha detto Salvini – è una realtà che dà lavoro a migliaia e migliaia di persone, sono stipendi da mille euro al mese, non pensiamo a quelli di Ibrahimovic o Cristiano Ronaldo. Se lo Stadio di San Siro contiene 70 mila persone, perché non riaprirlo con una capienza limitata di 20 mila? Significa posti di lavoro. E in questo momento il lavoro, insieme alla salute, viene prima di tutto. Quindi fosse per me riaprirei con cautela e con distanza, anche il mondo dello sport al lavoro e ai tifosi».

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