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26. 06. 2022 06:24

Perché a Milano abbiamo i tram più lenti d’Europa?

Proviamo a sollecitare un intervento, quello della precedenza semaforica, che sta assumendo connotati grotteschi: la velocità media dei nostri convogli è di 13 km/h contro i 22 a livello continentale

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Assegnare ai mezzi pubblici la precedenza semaforica per consentire corse più veloci, nei tragitti brevi o medi competitive perfino rispetto alla metropolitana: di questo progetto si parla da tanti anni, senza mai finalizzarlo. Approfittiamo, allora, per fare il punto della situazione e per sollecitare un intervento che sta assumendo connotati grotteschi. A Milano i tram più lenti d’Europa: la velocità media commerciale è di 13 km/h rispetto a una media europea di oltre 22.

Un triste record per Milano: ecco i tram più lenti d’Europa

Le prime tracce del progetto risalgono al 2014, con una delibera approvata dal Comune relativa alla preferenza semaforica per tram e autobus. All’epoca si era riferito di test già effettuati – con ottimi risultati – e si era annunciato il via al progetto nel novembre 2015, a Expo conclusa.

Proprio nel 2015 l’allora assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran assicurava nuovamente che il software era pronto: due linee interessate dal provvedimento dopo Expo, per arrivare entro breve a dieci linee. Stime di risparmio di tempo? Attorno al 20%. A dire il vero, comunque, già i progetti delle metrotranvie nord (4), sud (15), interperiferica (7) e Cinisello (31) risalgono agli anni ’90 ed erano già predisposti per questo servizio mai entrato in funzione.

Il progetto vero e proprio sarebbe stato avviato nel 2016 per concludersi all’inizio del 2018. Nel febbraio 2017 un aggiornato Piano del trasporto pubblico prevedeva la precedenza semaforica per nove linee tranviarie entro il 2018 (4, 7, 9, 12, 14, 15, 24 e 27). Nel marzo 2018 Palazzo Marino comunica altri orizzonti temporali precisi: appena chiuse le scuole sarebbero partiti i cantieri. Alcuni per la sola precedenza semaforica (7, 14, 15 e 31), altri per la precedenza semaforica in aggiunta allo spostamento di alcune fermate in quanto troppo prossime agli incroci semaforici e a nuove pensiline a misura di disabili (4, 9, 12, 24 e 27).

Siamo a fine 2021 e della preferenza semaforica non c’è traccia. Non se ne parla neanche più. Silenzio tombale. Difficile stabilire di chi sia la colpa, ma è evidente che per i tre attori coinvolti (principalmente il Comune, ma anche Atm e A2A a cui fa capo la rete dei semafori) l’intervento non sia una priorità. E nel frattempo continuiamo a viaggiare sui tram più lenti d’Europa.

A proposito di priorità

Negli ultimi anni Atm ha investito molto nella trasformazione digitale del trasporto pubblico milanese. Nel 2015 ha reso possibile l’acquisto dei biglietti via sms e attraverso l’applicazione. Nel giugno 2018 è diventata la prima azienda in Italia e tra le prime dieci del mondo a offrire ai clienti la possibilità di viaggiare in metropolitana (e a tre linee bus: 56, 70 e 73) accedendo direttamente con carte di pagamento contactless, senza commissioni aggiuntive, grazie alla collaborazione dei partner Mastercard e Visa.

Una decina di giorni fa è stato annunciato che la sperimentazione avviata sulle 113 stazioni della metropolitana verrà estesa su tutti i mezzi di superficie entro il 2023 per un investimento complessivo di oltre 12 milioni di euro. Non si parla più, invece, della precedenza semaforica per il trasporto pubblico né della sostituzione dei tornelli annunciata e prevista dal 2018.

Sì, perché nel 2018 Atm aveva annunciato la sostituzione dei tornelli con quelli a barriera (con antine alte fino a 180 centimetri) come quelli già installati sulla M5 e sulla futura M4. La gara sarebbe stata indetta a breve, prime stazioni interessate quelle di Duomo, Cadorna e Porta Genova entro l’estate 2019 per poi estendere l’intervento a tutta la rete.

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