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26. 06. 2022 04:08

Treno deragliato a Lodi, indagini chiuse: per i pm non fu garantita l’integrità dei lavoratori

Le società sotto accusa sono Rete Ferroviaria Italiana e Alstom Ferroviaria

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Si sono chiuse oggi per quindici persone e due società le indagini della Procura di Lodi riguardanti il treno deragliato il 6 febbraio 2020 a Ospedaletto Lodigiano.

Treno deragliato, chiuse le indagini

Le società sotto accusa sono Rete Ferroviaria Italiana e Alstom Ferroviaria, con i dirigenti Maurizio Gentile (ex ad di RFI) e Michele Viale (presidente di Alstom). Nell’incidente morirono due persone e rimasero ferite altre dieci. Le contestazioni sono disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Chiesta l’archiviazione per altre sei persone, tra cui Marco Donzelli, responsabile dell’unità territoriale di Bologna per Rfi. I pm, al termine delle indagini, hanno rilevato nella posizione sbagliata di uno scambio dovuta a un difetto di produzione di una componente la causa del deragliamento.

L’atto di chiusura delle indagini riporta accuse gravi nei confronti dei vertici delle due società, delle quali si sottolineano condotte omissive, negligenza e imperizia nei controlli e violazione delle norme anti-infortunistiche e inerenti la sicurezza della circolazione ferroviaria. In particolare Gentile, si legge, «omise di adottare le misure di prevenzione necessarie atte a garantire l’integrità fisica dei lavoratori di Trenitalia spa e di tutti i viaggiatori sui treni percorrenti la linea di Alta Velocità binario dispari Milano – Salerno».

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