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16. 10. 2021 14:04

Caso camici: le verifiche sui conti del presidente Fontana sono un atto dovuto. M5S «Pronta la mozione di sfiducia»

L'indagine sui camici è scattata da un bonifico del presidente Fontana al cognato da 250mila euro, le verifiche sono un atto dovuto. Intanto il governatore commenta il bollettino regionale del 26 luglio «Mai mulà!»

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Il presidente Fontana intende intervenire sul caso in Consiglio regionale, probabilmente già nella seduta di oggi o in quella di domani, convocate per discutere di bilancio. «Nelle dichiarazioni richieste dalle norme sulla trasparenza sono riportati nel dettaglio i miei patrimoni, non vi è nulla di nascosto e non vi è nulla su cui basare falsi scoop mediatici».

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Soldi scudati. Da fonti vicine all’inchiesta si evince che le verifiche della procura di Milano sui conti svizzeri del presidente della Regione Lombardia sono un atto dovuto.
Si tratta infatti di soldi scudati nel 2015, provenienti da due trust aperti dieci anni prima alle Bahamas dalla madre ed ereditati dal futuro governatore. Risorse dichiarate, ma dal momento che l’indagine sui camici è scattata proprio da un bonifico del presidente al cognato da 250mila euro, i magistrati effettueranno gli accertamenti del caso. «Noi siamo tranquilli» dichiara l’avvocato del governatore.

Bollettino. Mentre procede il caso sui camici in Lombardia, il governatore Fontana commenta sulla pagina Instagram l’ultimo bollettino regionale «In Lombardia per il terzo giorno consecutivo non si registrano decessi a causa del Covid-19, questo è il dato più importante nella battaglia al virus. Anche gli altri dati, afferenti contagi e ricoveri, continuano a scendere. La strada intrapresa in questi mesi ci sta portando a dominare l’epidemia, l’impegno dei lombardi resta sempre l’elemento di forza. Avremmo desiderato, dopo mesi di sofferenze, occuparci solo di queste buone notizie ma ci tocca dedicarci anche ad altro. Mai mulà!».

Sfiducia. Intanto il M5S è pronto a presentare la mozione di sfiducia nei confronti del governatore Fontana. «Chiediamo alle altre forze di opposizione di sostenere la nostra richiesta – scrive in una nota Massimo De Rosa – basta annunci, basta dichiarazioni mezzo stampa, basta bugie. All’istituzione che rappresenta e ai cittadini, Fontana deve rendere conto. Sono tante le risposte che deve ai lombardi. Le persone il cui fallimento oggi è diventato cronaca e materiale da procura, non possono essere le stesse che guideranno la ripartenza della nostra regione».

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