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04. 12. 2020 21:52

Coronavirus, impennata di ricoveri a Milano. Ats: «Situazione critica»

I medici del sistema ospedaliero milanese lanciano l'allarme: serve una strategia comune

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L’Ats milanese lancia l’allarme. La pressione sugli ospedali continua a crescere e c’è bisogno di un piano d’azione comune per scongiurare scenari simili a quelli della scorsa primavera. Più che le terapie intensive, che comunque hanno sfondato quota 100 nella giornata di ieri, preoccupano gli incrementi dei ricoverati nei reparti ordinari.

Fase 3. «Stiamo chiedendo a tutti di riorganizzare gli spazi per mettere a disposizione letti Covid. Se sulle rianimazioni siamo ancora in Fase 1, sulla degenza ordinaria stiamo entrando in Fase 3», ha dichiarato senza mezzi termini il dg al Welfare Marco Trivelli.

Tuttavia si cercherà anche di non riconvertire tutto in reparti Covid come accadde nei mesi scorsi. «Questa volta non possiamo e non vogliamo lasciare indietro nessuno – ha affermato Matteo Stocco, direttore generale dell’Asst San Paolo e Carlo – . Perciò in questi giorni lavoriamo per trovare un equilibrio tra i due fronti. Cercando di garantire tutto quello che è programmato. Un piano di riconversione un po’ al contrario rispetto a marzo».

Situazione critica. L’analisi statistica evidenzia come in Lombardia si sia passati da 2 decessi al giorno nella prima settimana di ottobre alla media di 14 morti quotidiani nella settimana appena conclusa.

Covid milano

«La situazione sta diventando critica in particolare a Milano – ha ribadito Walter Bergamaschi, direttore dell’Ats milanese -. Occorre l’aiuto di tutti per fermare la corsa del virus. Quello che più preoccupa è che il numero dei soggetti positivi, ieri di 2.975, possa ulteriormente incrementare e mettere sempre più sotto pressione gli ospedali. Rafforzeremo il rapporto con i medici di famiglia che hanno un ruolo di sorveglianza decisivo».

Tuttavia nonostante l’aumento dei ricoveri in terapia intensiva c’è ancora margine per correre ai ripari. «Da quel punto di vista — ha sottolineato Carlo La Vecchia, epidemiologo e docente di statistica medica all’università “Statale” — esiste ancora un larghissimo margine perché i letti di terapia intensiva del sistema lombardo possono arrivare a 1.300»

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