cavalcavia
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Chi ha guardato con simpatia i cavalcavia, sicuramente non un gran numero, si deve mettere l’anima in pace: per queste mega strutture «non c’è spazio nella Milano del futuro», come spiega Marco Granelli a Mi-Tomorrow.

 

Un parere, quello dell’assessore alla Mobilità, condiviso dal consiglio comunale che proprio nella seduta di oggi è chiamato ad esaminare la proposta del consigliere Alessandro Giungi di chiudere al traffico privato il cavalcavia Serra, meglio noto come Ponte della Ghisolfa. Per gli altri si prevedono tempi più lunghi, ma la sorte è segnata: il cavalcavia di Corvetto sarà abbattuto, mentre il Bussa sarà riorganizzato.

Qui Monteceneri. Tra queste strade sopraelevate quella più impressa nei milanesi è senza dubbio il cavalcavia Serra che attraversa dall’alto viale Monteceneri. L’esponente del Pd Giungi ha presentato un ordine del giorno, collegato al Pgt, in cui si chiede di modificare la viabilità: «Bisogna intervenire su due aspetti – spiega – il primo consiste nell’interdire il traffico privato, il secondo nel favorire quello pubblico e pedonale».

Basta auto che sfrecciano all’altezza delle finestre, dunque, ma solo persone che si muovono in piste ciclabili e pedonali oppure con i taxi e i mezzi pubblici: l’ordine del giorno prevede, infatti, che la linea della 90-91 sia trasferita da terra, ovvero da viale Monteceneri, sul cavalcavia.

Mobilità dolce. L’iniziativa nasce nel segno della mobilità dolce e incontra il favore quasi plebiscitario dei residenti: «Abbiamo avuto tante richieste da parte dei cittadini, il cavalcavia non è compatibile con l’area abitata – prosegue Giungi –, ci sono scuole e un campo sportivo, per non parlare poi dell’aspetto ambientale. Il progetto prevede anche il verde, con alberi a presidio».

Resta sul tappeto il problema di come evitare che viale Monteceneri si congestioni dovendo assorbire anche il volume di traffico della sopraelevata: «Troveremo la soluzione per questa evenienza – conclude Giungi ma voglio ricordare che questo progetto è già previsto nel Pums, il piano urbano della mobilità: io sto chiedendo che venga realizzato in tempi brevi». Un alleato, dall’opposizione, è il forzista Alessandro De Chirico che aveva presentato un emendamento al Pums proprio per modificare l’uso del cavalcavia.

Abbattimento. Per il cavalcavia Corvetto, invece, è facile prevedere un calendario diverso. Nel 2017 è stato approvato in Consiglio comunale un emendamento per il suo abbattimento in quanto l’opera è resa obsoleta dai percorsi alternativi come la tangenziale e lo sbocco su via Toffetti. Inoltre, è diventata un elemento di disturbo per gli abitanti della zona.

Sull’esito, insomma, non ci sono contrarietà, il problema riguarda la complessità dell’opera di demolizione e di trasporto dei detriti in un’arteria tra la più trafficate della città. Più soft l’intervento di riqualificazione previsto per il cavalcavia Bussa che collega il quartiere Isola con Farini.

Sarà mantenuta la corsia in direzione nord ma il resto dello spazio verrà dedicato a attività sociali, ricreative e sportive, sarà anche completata la pista ciclabile.

Da Granelli. Secondo l’assessore Granelli queste operazioni vanno inquadrate nel nuovo modello di mobilità su cui la città è già indirizzata: «Sempre meno auto e maggiore mobilità sostenibile – afferma – questa è la strada che stiamo percorrendo. La linea M4, il prolungamento della M1 a Baggio e della M5 fino a Monza determineranno una diminuzione del traffico in tutta la città: ciò renderà possibile la chiusura del cavalcavia Serra. Per quanto concerne il cavalcavia Corvetto stiamo studiando come effettuare l’abbattimento, anche in questo caso il maggior flusso di auto sulla via sarà gestito con il supporto di opere come l’innesto della Paullese e il completamento dei lavori di Santa Giulia».

Il ponte verso l’Autosole
Dall’autostrada o dalla via Emilia porta le vetture sino al piazzale Bologna, scavalcando il piazzale che è intitolato al conte Luigi Emanuele Corvetto che è stato un giurista, politico e avvocato italiano naturalizzato francese. Il Cavalcavia Corvetto, il cui vero nome è Raccordo Autostrada del Sole, venne realizzato tra la fine degli anni

Cinquanta e i primi anni Sessanta per rendere le vita dei nuovi automobilisti più agevole. Nel 2011 c’è stato un restauro per il cavalcavia, che venne decorato con dei murales che, assieme alle aiuole e a due grandi platani attutiscono la presenza imponente della struttura. GS

La Ghisolfa
Quando si parla di cavalcavia ci si riferisce a uno solo. Ironia della sorte è anche conosciuto con una pluralità di nomi: ponte della Ghisolfa, Cavalcavia Serra, Cavalcavia Monte Ceneri, Cavalcavia Bacula, ponte della Circonvalla. Il nome più usato è ponte della Ghisolfa, che deriva dal quartiere di edifici popolari che si trovano attorno alla parte nei pressi di piazzale Lugano.

La prima parte dell’opera venne inaugurata nel 1941 mentre negli anni Sessanta fu prolungato fino ad arrivare a piazzale Stuparich con o scopo di fluidificare il traffico nella zona ovest della città. Il limite di velocità è fissato a 70 l’ora ma non tutti lo rispettano, la strada chiude dalle 22.00 alle 6.00 per lasciare dormire chi vive nelle case adiacenti.

High Line? Ci si riproverà nel 2020
Tramontato il progetto dello scorso agosto
Il modello è quello della High Line di New York, il parco lineare realizzato su una vecchia ferrovia sopraelevata della Grande Mela. Nella versione milanese si vuole portare sui cavalcavia attività ricreative e sociali a beneficio della cittadinanza: un cinema all’aperto, mercati dedicati al vintage e al design, festival di gastronomia, installazioni di artisti, sport in genere.

Il progetto era previsto per la scorsa estate ma una serie di difficoltà e ritardi, come fa sapere Palazzo Marino, hanno reso necessario un dilungamento dei tempi. Se ne riparla per la prossima primavera, nell’estate 2020 dovrebbe essere realizzato senza problemi.

Bando. Il progetto, nell’ambito del Piano Quartieri, prevedeva l’affidamento in via sperimentale di una porzione del Cavalcavia Bussa, 12 mesi rinnovabili per altri 12, e per una parte di sedime dei cavalcavia di Corvetto e Monte Ceneri per una durata compresa tra i 5 e i 20 giorni nel mese di agosto.

Per quanto riguarda il cavalcavia Bussa era prevista la consegna dal Comune di 1.450 metri quadrati del ponte, circa un terzo del totale, per realizzare attività ed eventi aperti al pubblico con l’alternanza di varie attività e il coinvolgimento di diversi partner.

Erano stati previsti anche spazi dedicati all’intrattenimento, attività sportive e ricreative, aree espositive, zone di ristoro e commerciali. L’obiettivo era di fare in modo che anche i più piccoli potessero usufruire di uno spazio nuovo usufruendo di un’area giochi e laboratori. Per i più grandi si ipotizzava un cinema all’aperto, mercati dedicati al vintage e al design, festival di gastronomia, installazioni di artisti, sport in genere. Dal punto di vista della viabilità sarebbe stata mantenuta aperta l’attuale corsia automobilistica in direzione quartiere Isola nord e buona parte dei parcheggi esistenti.

Anche per Corvetto e Monteceneri erano pronti progetti importanti per diventare un nuovo luogo di aggregazione per l’estate in città: per alcune giornate di agosto gli spazi avrebbero ospitato eventi principalmente serali come per esempio cinema all’aperto, cene tematiche, silent party, laser party e un punto di osservazione delle stelle con un astronomo del Planetario di Milano.

Durante questo periodo, scelto come periodo di test dall’Amministrazione in relazione ai minori flussi previsti, la viabilità sarebbe stata interrotta.


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