occhio di aquila
occhio di aquila

Attenti “furbetti” del parcheggio. E’ entrato in servizio il nuovo mezzo di controllo ATMOcchio di aquila”. Il nome ricorda uno dei tanti appellativi affibbiati ai pellerossa che popolavano i vecchi film western, e sicuramente con i personaggi delle sbiadite pellicole ha in comune una vista infallibile. In realtà è la telecamera installata su una delle auto della flotta ATM che percorrendo le strade di Milano individua le vetture parcheggiate in doppia fila, in divieto di sosta oppure con la sosta oraria scaduta.

 

Il funzionamento. Il sistema è molto simile a quello già utilizzato dalla Polizia locale di Roma e soprannominato “street control”. La telecamera dialoga direttamente con un server che gestisce le auto in sosta, determinando se il veicolo è in divieto o meno. Il tutto avviene attraverso la segnalazione dei numeri di targa inquadrati. Dallo scorso 15 gennaio per parcheggiare a Milano non si può più usufruire dei vecchi tagliandi “gratta e sosta”. Di conseguenza i parchimetri oltre a richiedere il versamento della somma necessaria per la sosta, reclamano anche l’inserimento dei dati della targa della propria vettura.

Al momento gli unici a restare indenni dall’occhio di aquila risultano i possessori dei permessi per disabili. Questi non sono ancora totalmente associati alle targhe, anzi in molti casi fanno riferimento alle persone fisiche. Per tale eventualità è perciò ancora necessario il controllo umano.

Dimenticate, dunque, il vecchio ausiliare del traffico ATM con pettorina e taccuino alla mano. Si vedrà semplicemente spuntare per le strade una livrea rossa e bianca riportante la scritta “Controllo sosta”. Le strade sottoposte ad “occhio di aquila” rimarranno Top Secret, e la temuta auto potrà spuntare in qualunque quartiere della città. I trasgressori “pizzicati” riceveranno direttamente a domicilio l’indigesta multa.

Le preoccupazioni degli automobilisti è certamente la creazione di un fenomeno di “multe a strascico” con un ulteriore aumento delle contravvenzioni, che negli ultimi anni hanno subito un’impennata verso l’alto. Sono in molti ormai coloro che contestano all’ATM di essersi snaturata passando dal ruolo di controllore dei servizi pubblici a quello di giustiziere dei trasgressori del traffico cittadino.

Una domanda sorge spontanea: la tecnologia si sta rilevando un elemento positivo per la viabilità milanese oppure semplicemente una forma di controllo sempre più opprimente? Il sistema dei parcheggi è indubbiamente integrato in maniera ottimale con le diverse app. Attraverso qualche semplice “tap” sullo smartphone è possibile impostare la durata della sosta, di anticipare o posticipare il termine della stessa.

L’altra faccia della medaglia è data da un maggior controllo. Le app facilitano i gesti quotidiani, ma al tempo stesso sono un contenitore inesauribile di dati ed informazioni che permettono verifiche più agevoli sui trasgressori. In fondo le regole in quanto tali vanno rispettare, ma probabilmente il giusto contrappeso ai controlli tecnologici potrebbe giungere dalla stessa tecnologia. La possibile soluzione prende il nome di smart parking. A Milano, così come in altre città in Italia ed in Europa sono in via di sperimentazione parcheggi dotati di sensori e telecamere che comunicano attraverso un’apposita app agli automobilisti dove sono collocati i posti liberi più vicini. Non è solo un favore alla viabilità, ma anche alle emissioni di CO2 che secondo i calcoli diminuirebbero del 30 per cento.

Guido D'Antoni
Guido d’Antoni

«Il ricorso non è una sfida tra cittadini e comune»
D’Antoni (Weloveaccountancy): «Occhio ai sistemi omologati»

Giulio d’Antoni è il responsabile del portale “Weloveaccountancy”, che offre diversi servizi tra cui anche quello relativo al ricorso multe. A Mi-Tomorrow racconta il proprio punto di vista sul nuovo servizio “occhio di aquila” e sul problema contravvenzioni che affligge la città di Milano.

L’11 novembre è stato attivato il sistema di controllo “Occhio d’aquila”. Che ne pensa?
«Il sistema è nuovissimo e quindi non mi sento in grado di esprimere un giudizio su esso. Gli effetti delle contravvenzioni prodotte non sono ancora visibili sugli utenti, anche in tema di ricorsi».

Il suo portale di cosa si occupa?
«Offriamo assistenza legale in merito a diversi ambiti, tra cui anche quello del ricorso alle multe. Siamo leader di settore, ovviamente dopo le associazioni di categoria, come ad esempio Altroconsumo».

Sono numerose le richieste di ricorso che riceve?
«Direi che la situazione è variabile. Dipende dai periodi. Ci sono giorni in cui non riceviamo nessuna richiesta ed altri in cui il numero aumenta sensibilmente».

È un problema concreto quello delle multe a Milano?
«La situazione è variabile».

In base a cosa si può effettuare un ricorso?
«La contestazione può essere fatta per un difetto di forma o di fatto».

Ovvero?
«Si può contestare una multa in merito a delle motivazioni personali che hanno impedito in quel dato momento ad esempio il pagamento della sosta. Si possono invece contestare delle sanzioni a seguita di una mancata notifica, oppure per altri aspetti tecnici, come la mancata omologazione degli strumenti di rilievo».

Come si comprende se un sistema di rilievo è omologato o meno?
«La legge prevede l’adeguamento di ogni sistema di rilievo ad alcuni standard. In sede di ricorso è possibile richiedere la documentazione all’autorità competente per verificare l’effettiva idoneità degli strumenti utilizzati».

Si riscontrano spesso sistemi non omologati?
«Quelli non omologati sono tutti sostanzialmente riportati sulle cronache. Da professionista non è nel mio interesse proporre un accanimento ad esempio su una certa intersezione semaforica. Si valuta caso per caso, e in base a ciò si determina se le possibilità di ricorso sono concrete oppure no».

È sbagliato definire l’alto numero di multe come un accanimento verso i cittadini?
«Certamente. Il metodo migliore per evitare le contravvenzioni è rispettare le regole ed attenersi al codice della strada. Il ricorso non può essere inteso come una lotta contro il Comune».

IL “MERCATO” DELLE MULTE IN CITTA’

350,
le multe inflitte ogni ora nel Comune di Milano

700.000,
le contravvenzioni registrate solamente nel 2018

28,
gli autovelox fissi presenti sul territorio cittadino

DOMANDE E RISPOSTE

Come funziona “occhio di aquila”?
Una vettura dell’Atm con una videocamera montata sul tetto invia ad un server le targhe delle auto parcheggiate verificando la regolarità della sosta.

In quale zona della città sarà attivo il sistema?
Le strade percorse da “Occhio di Aquila” sono al momento top secret.

Come avverrà la notifica della contravvenzione?
Verrà spedita direttamente al domicilio allegato alla targa del trasgressore.

A quanto ammonterà la sanzione inflitta?
Dai 41 euro ai 168 euro, a seconda della tipologia di infrazione.

Si può avere una riduzione della somma?
Se il pagamento avviene entro 5 giorni dalla notifica sarà decurtato il 30% della somma richiesta.

È possibile fare ricorso?
Sì, rivolgendosi alle associazioni di categoria oppure a servizi di consulenza specializzati.

A chi va inoltrato il ricorso?
Alla prefettura o ad un giudice di pace.


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