Design Boutique Italia
Design Boutique Italia

Cosa significa aprire uno show room tra corso Como e piazza Gae Aulenti, tra la movida e il nuovo centro finanziario della città? Lo racconta a Mi-Tomorrow Walter Vallini, art director di Design Boutique Italia che ha contribuito a fare nascere assieme ad altri tre soci.

Cosa spinge quattro professionisti a dare vita ad uno show room?

«Tutto è nato dall’intuizione di offrire prodotti di eccellenza agli architetti e ai privati».

Qual è la caratteristica del vostro design?

«Presentiamo oggetti unici o limited edition, a produzione limitata, possono essere da uno a dieci o da uno a tre oggetti. Inoltre, sono tutti rigorosamente made in Italy perché vogliamo presentare l’eccellenza della manifattura di qualità e la creatività artistica italiana».

Quale linea di design avete scelto?

«C’è il linguaggio dell’arte contemporanea ma anche la pop art e il vintage anni ’50, facciamo un discorso sulle riedizioni di design».

Perché questa attenzione per il passato?

«In ragione di una tendenza culturale determinata dalla crisi dei valori e dei contenuti per cui c’è un guardare all’indietro, alle capacità espresse nel passato».

In questo contesto c’è spazio per la sperimentazione?

«Abbiamo un progetto che mette assieme il design e la cucina, gli architetti e i ceramisti. Per la settimana del gusto abbiamo pensato ad una serata in cui i piatti realizzati dai designer saranno utilizzati per servire le pietanze cucinate dagli chef».

Cosa proponete oltre al design?

«Nel nostro staff ci sono figure con ambiti professionali diversi, questo show room è stato pensato come salotto, luogo di eventi ma anche di formazione. Design Boutique Italia vuole essere un luogo di incontro per professionisti, architetti e designer, un informale cowork dedicato a workshop formativi e di approfondimento per i professionisti dell’interior design e delle aziende, un salotto in cui dialogare, creare cultura, condividere e creare reti di competenza e di opportunità di sviluppo tra molteplici partner».

A chi vi rivolgete?

«Alla clientela top, a chi è alla ricerca dell’oggetto abitativo e all’esecuzione progettuale, a estimatori o collezionisti alla ricerca di contenuti piuttosto che di griffe».

La scelta della sede non è stata casuale.

«Abbiamo voluto essere qui perché questa è una zona simbolica, qui c’è il nuovo centro di Milano, questa zona è un punto di riferimento per i professionisti e per le aziende».

Cosa avete in programma?

«L’8 maggio, in occasione della Milano Food Week faremo un evento ad hoc. Poi il 25 maggio ci sarà un workshop particolare: una cena dove si insegna come trattare il business a tavola, come seguire l’etichetta per servire i cibi».

Altri progetti?

«Sono legati alla fashion week di giugno, faremo un evento legato alla moda. Stiamo pensando anche alla fashion week di settembre».

Di cosa si tratta?

«Un evento sul servizio wedding: non concentrato solo sugli abiti da sposa, ma anche su tutto ciò che sta attorno, a cominciare dall’arredo della casa».

Nei giorni “normali” cosa esporrete?

«Ci saranno sempre oggetti esposti, stiamo cercando artisti nostri, nuovi nomi».

Ci saranno anche momenti intrattenimento?

«Sì, ad esempio faremo degustazioni ma sempre in tema».

Questa iniziativa nella capitale mondiale del design è una sfida?

«Siamo consapevoli che non siamo soli, ma la sfida è sempre stata nelle nostre corde. Vogliamo lavorare per affermare la cultura sui temi creativi che ci stanno a cuore».

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