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28. 02. 2024 20:10

Emilio Alessandrini, 45 anni fa l’assassinio del magistrato a Milano: oggi c’è un parco in sua memoria

Il magistrato venne ucciso a colpi di pistola mentre si stava recando al lavoro presso il Palazzo di giustizia

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Era il 29 gennaio 1979 quando, a Milano, veniva brutalmente ucciso un importantissimo magistrato italiano: Emilio Alessandrini. Il professionista, classe 1942, fu assassinato da un commando del gruppo terroristico Prima Linea alle 8.30 di mattina. Erano gli Anni di Piombo e il capoluogo lombardo, così come tante altre città italiane, stava vivendo momenti di grande paura e terrore. Oggi i cittadini milanesi continuano a ricordarlo e, in sua memoria, è stato intitolato un ampio parco.

Chi era il magistrato Emilio Alessandrini?

Alessandrini, nato a Penna, in provincia di Pescara, il 30 agosto 1942, da ragazzo frequentò il liceo classico, dove conseguì il diploma di maturità. In seguito studiò Giurisprudenza presso la prestigiosa Università degli Studi di Napoli Federico II. Sapeva, sin da giovane, che questa era la sua strada. Fece ingresso nel mondo della magistratura nel 1967, a seguito del servizio militare. Dall’anno successivo, dopo essersi spostato nel capoluogo lombardo, ricoprì il ruolo di sostituto procuratore della Repubblica di Milano.

Oggi ricordiamo il suo nome anche perché nel 1972, insieme ai colleghi Luigi Fiasconaro e Gerardo D’Ambrosio, fu uno degli uomini che condusse l’istruttoria sulla tristemente nota strage di piazza Fontana. Un’istruttoria che portò all’incriminazione di personaggi che appartenevano alla destra eversiva, la quale stava destando panico e preoccupazione in quegli anni in diverse città italiane.

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Emilio Alessandrini
Una fotografia di Emilio Alessandrini (Fonte: Wikipedia)

Nel 1978 il magistrato lavorò anche sul caso di rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. Alessandrini era uno di quegli uomini che amava la verità e cercava di scovarla a tutti i costi. Si occupò inoltre del terrorismo di estrema sinistra, avviando importanti indagini che diedero “fastidio” all’organizzazione armata di stampo comunista Prima Linea.

Il gruppo, nato nell’autunno del 1976, e strutturatosi meglio nel corso degli anni successivi, è stato secondo solo alle Brigate Rosse in Italia per numero di persone uccise, di soggetti aderenti e di attentati rivendicati (oltre un centinaio).

Emilio Alessandrini, l’assassinio a Milano nel 1979

Furono proprio i membri di Prima Linea prima ad “avvertire” il magistrato e poi, purtroppo, ad ucciderlo. Il 29 gennaio di 45 anni fa Alessandrini venne assassinato da un gruppo armato mentre si stava recando a svolgere il proprio lavoro presso il Palazzo di giustizia a Milano. Erano da poco passate le 8.30 e il giudice aveva appena lasciato il figlio Marco a scuola.

A sparare colpi di pistola furono Sergio Segio, meglio noto con il nome Sirio, e Marco Donat-Cattin detto Alberto. Michele Viscardi, Matteo, rimase di copertura. Prima Linea, poco dopo l’assassinio, telefonò alla redazione di Milano del giornale la Repubblica per rivendicare quanto accaduto. Diramò anche un volantino.

Emilio alessandrini
Sergio Segio, responsabile della morte di Alessandrini (Fonte: Wikipedia)

I killer spiegarono di aver scelto di uccidere proprio questo magistrato in quanto lo ritenevano eccessivamente impegnato nel cercare di rendere la struttura giudiziaria italiana più moderna. Inoltre era considerato troppo riformista e dunque più pericoloso per loro.

La sua morte suscitò una profonda indignazione nella cittadinanza. Ai funerali parteciparono migliaia e migliaia di persone, che si strinsero attorno alla famiglia dell’ennesima vittima degli attentati di quegli anni.

Il parco a Milano per il magistrato

A piangere l’uccisione del giudice furono in tantissimi e non solo a Milano. Il famoso giornalista del Corriere della Sera Walter Tobagi lo ricordò come un uomo simbolo. Disse che Alessandrini era «il prototipo del magistrato di cui tutti si possono fidare. Rappresentava quella fascia di giudici progressisti, ma intransigenti, né falchi chiacchieroni, né colombe arrendevoli».

Ogni anno, nel capoluogo lombardo e nel resto d’Italia, il 29 gennaio, viene ricordato il magistrato. Sono diverse le iniziative che vengono svolte in suo onore. In occasione dei trent’anni dal suo omicidio, le Poste italiane avevano, ad esempio, emesso un francobollo che lo rappresentava.

Oggi Milano ospita un grazioso parco dedicato proprio a lui, il quale si estende su una superficie di 66.500 metri quadrati. Al suo interno è possibile trovare una scultura marmorea commemorativa. Il parco si trova nell’area sud-est della città, affacciato su piazzale Cuoco. Si può accedere da via Monte Cimone, via Varsavia, via Bonfadini e viale Pugile. È facilmente raggiungibile con il tram 16, il bus 84 e i filobus 90,91, 93.

Riqualificato nel 2003, è un luogo adatto per i bambini e le loro famiglie. Ci sono aree giochi, ma anche spazi per i ragazzi fino a 15 anni. Qui è possibile inoltre giocare a bocce grazie ai tre campi presenti. Si può portare a spasso il proprio cane nelle due aree riservate e c’è e persino un’area per gli orti urbani dotata di acqua per l’irrigazione e di attrezzatura di base.

parco alessandrini
Il parco Alessandrini a Milano

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