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30. 06. 2022 13:14

Il vero volto di Sant’Ambrogio: l’opera dell’Università Statale

Il busto tridimensionale del Patrono presto visibile grazie all’opera dell’ateneo

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Com’era davvero Sant’Ambrogio? Ora un’idea concreta c’è. Merito del busto tridimensionale del patrono della città realizzato a Milano e presto collocato accanto ai celebri mosaici del V secolo nel complesso basilicale milanese. L’opera è stata creata dal laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’università degli Studi di Milano, diretto dalla dottoressa Cattaneo, a partire dalle indagini sullo scheletro del santo vescovo.

Focus sul vero volto di Sant’Ambrogio

L’iniziativa, ha spiegato la diocesi meneghina, “è uno degli esiti dell’ampio programma di studi promosso dalla Basilica di Sant’Ambrogio per i 150 anni dal rinvenimento degli scheletri di Sant’Ambrogio, Protaso e Gervaso”. “Sant’Ambrogio – ha sottolineato monsignor Carlo Faccendini -, la sua figura, i suoi scritti, la tradizione legata alla sua storia, la sua Basilica, rappresentano un tesoro di inestimabile valore che occorre far conoscere e, con umiltà, continuare a conoscere”.

“Tanta gente – ha proseguito – viene in Basilica. Davvero tanta. Alcuni sinceramente preparati e documentati, altri più bisognosi di essere accompagnati. Tutto quello che concorre a ridurre questa distanza e ad avvicinare Sant’Ambrogio alla sua città ci sta quindi molto a cuore”.

Il vero volto di Sant’Ambrogio, la ricostruzione

“Gli esami anatomici sul teschio del santo hanno condotto a una ricostruzione facciale tridimensionale del volto di Ambrogio, la più attinente alle reali fattezze del santo”, ha assicurato in una nota la chiesa di Milano.

E ancora: “La tecnica di realizzazione, che si è affinata nel tempo fino a giungere a degli ottimi compromessi di successo, si sviluppa posizionando degli spessori in precisi punti del cranio, per guidare l’operatore nella ricostruzione, muscolo per muscolo, del volto del soggetto, dagli strati più profondi a quelli più superficiali. L’area esterna è stata modellata sulla base del profilo biologico ottenuto dall’attento studio dello scheletro”.

“I resti dei santi – ricordano Cristina Cattaneo e Davide Porta, responsabile tecnico del laboratorio -, in particolare quelli della Basilica di Sant’Ambrogio, possono rivelare realtà storiche sconosciute o misconosciute, ed è fondamentale poterlo condividere nella maniera più realistica possibile anche con i non vedenti”.

Il busto di Sant’Ambrogio, prodotto in resina poliuretanica, sarà posizionato a breve nella cappella di San Vittore in Ciel d’oro, all’interno della Basilica di Sant’Ambrogio. Suggerirà così un confronto con il celebre ritratto del mosaico del V secolo.

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