Un evento speciale alla scoperta del cinema di un Paese ancora oggi al centro di tensioni e dissidi nel cuore dell’Europa, il Kosovo: questo il senso de L’inedito cinema kosovaro, in programma domani alle 17.00 presso il MIC in viale Fulvio Testi 121.

L’APPUNTAMENTO • L’evento, presentato da Fondazione Cineteca Italiana, è stato organizzato in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica del Kosovo a Milano, il Consolato Generale della Repubblica d’Albania a Milano e la Ibrahim Kodra Swiss Foundation. Dopo un dibattito iniziale si terrà la proiezione del cortometraggio Shok (2015) di Jamie Donoughue, candidato agli Oscar 2015 come Miglior Cortometraggio e tratto da una storia vera, la profonda amicizia fra due ragazzini che vivono il dramma della guerra in Kosovo mentre il loro Paese è occupato dalla Serbia.

Seguirà la proiezione di Vergine giurata (2015) di Laura Bispuri, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Elvira Dones, che racconta la storia dell’orfana albanese Hana costretta a fare i conti con la cultura arcaica del luogo e a dover compiere una scelta tragica. Al termine, rinfresco per tutti i presenti con prodotti tipici kosovari. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria allo 02.87.24.21.14.

LA CRISI • Ma come sta il Kosovo, ex provincia serba resasi indipendente nel 2008 eppure mai riconosciuta dalla Serbia e dalla Bosnia? Nelle scorse ore il parlamento di Pristina, capitale kosovara, ha detto sì alla trasformazione delle forze di sicurezza (KSF) in un esercito nazionale regolare, cambiandone il mandato da civile a militare. L’iniziativa ha suscitato la dura reazione della Serbia, che ha richiesto una convocazione urgente del consiglio di sicurezza dell’Onu per violazione della risoluzione 1244.

È solo l’ultimo di una serie ormai lunga di sgarbi: qualche settimana fa il Kosovo ha imposto dazi sulle merci importate dalla Serbia per il 100% del loro valore, violando così i termini dell’accordo centroeuropeo di libero scambio (CEFTA) di cui è parte insieme ad altri Paesi balcanici e dell’est europeo. La decisione è stata presa in risposta al mancato ingresso del Kosovo nell’Interpol, organizzazione che si occupa di cooperazione tra le varie polizie e di contrasto al crimine internazionale. Secondo il governo kosovaro, la terza bocciatura consecutiva della candidatura del Kosovo sarebbe, infatti, il risultato delle pressioni dei serbi.

TUTTO DA RIFARE • Il governo serbo ha minacciato di bloccare tutte le sue esportazioni verso il Kosovo (si parla di un giro di affari di oltre 400 milioni di euro all’anno). Di recente Kosovo e Serbia si sono incontrati per cercare di normalizzare i loro rapporti, passo necessario per iniziare a valutare una possibile entrata nell’UE. Lo scorso settembre i due Paesi erano arrivati a un passo dal firmare un accordo per scambiare dei pezzi di territorio; l’intesa avrebbe dovuto restituire al Kosovo alcuni territori serbi abitati per lo più da persone di etnia albanese – quella maggioritaria in Kosovo – e alla Serbia quei territori kosovari a maggioranza etnica serba. All’ultimo minuto, però, l’accordo è saltato. E sarà tutto da rifare. Ancora una volta.