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25. 04. 2024 12:22

Milano sotterranea, dove sono i rifugi antiaereo in città: uno è in Duomo all’altezza dell’Atm Point

Il primo rifugio antiaereo pubblico fu realizzato nel 1936. Sui muri sono ancora leggibili «R» (ingressi) e «US» (uscita di soccorso)

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C’è anche una Milano sotterranea, quella dei rifugi antiaereo. Ma dove si trovano in città i bunker? Il primo rifugio antiaereo pubblico fu realizzato nel 1936. Ma sono diversi i rifugi antiaereo in città: da piazzale di Porta Lodovica a Molino delle Armi, da piazza Duomo a viale Bodio. E, sui muri sono ancora leggibili «R» (gli ingressi) e «US» (uscita di soccorso): la segnaletica usata per orientarsi il più velocemente possibile in caso di intervento delle squadre di soccorso.

Bunker
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Milano sotterranea, dove sono i rifugi antiaereo in città: le corse con il cuore in gola verso la salvezza

La salvezza, insomma, sta nel sottosuolo. L’unico posto sicuro dove salvare la propria vita e quella dei propri cari. Corse veloci in cantina o nei rifugi antiaereo della scuola elementare o nei cunicoli di vecchi nobili palazzi mentre suona la sirena di allarme e seguire quelle frecce pitturate sui muri, lettere bianche contornate di nero o viceversa, e poi trovare la grande R che indica il rifugio, la salvezza, la speranza, una volta entrati, di risalire a rivedere il cielo o le fiamme della guerra.

Milano sotterranea, dove sono i rifugi antiaereo in città: la R e Us

Le frecce e le grandi lettere, dicevamo: R come (ingresso) rifugio antiaereo e US, uscita di soccorso, ancora ben leggibili sui muri. L’idea venne ai membri del Comitato Provinciale per la protezione antiaerea, in una riunione con i vigili del fuoco: già, come trovare con precisione gli ingressi e le uscite dei rifugi, tra le fiamme e le macerie di un bombardamento? Le squadre di soccorso dovevano poter individuare, nel più breve tempo possibile, il posto dove scavare per liberare le persone intrappolate dall’eventuale crollo del palazzo. Non sempre bastava la cartina del quartiere con le indicazioni dei rifugi, dunque, le lettere sui muri erano indispensabili.

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Milano sotterranea, la mappa dei rifugi antiaereo: in città sono quasi 100, quello di piazza Grandi è il meglio conservato

E’ quasi come vederli scendere, i vecchi, le donne, i bambini, nelle cantine puntellate del bel palazzo del 1901, in piazzale di Porta Lodovica 2, o in quello di via Molino delle Armi rimasto un rudere affacciato sull’acciottolato di via Campo Lodigiano. O in via Alberto da Giussano, tra le vie Piolti De Bianchi e Archimede, in corso Indipendenza, in ogni quartiere. Nel 1940, l’Amministrazione di Milano aveva predisposto poco più di un centinaio di rifugi antiaerei pubblici, ricavati in seminterrati già esistenti. Il primo fu realizzato nel 1936 in piazza Grandi ed è forse il meglio conservato di Milano, proprio sotto la monumentale fontana (vi si accede da una botola) e poteva ospitare quasi 500 persone.

Milano sotterranea, il rifugio più grande è sotto il Duomo all’altezza dell’Atm point

Il rifugio più grande è sotto il sagrato del Duomo (all’altezza dell’Atm point di piazza Duomo), fu realizzato nel 1943 per ospitare quasi 1500 persone. Una ventina di colonne sostengono la soletta in cemento armato spessa più di due metri. In questo rifugio antiaereo c’era anche un ingresso per le persone colpite dall’iprite, uno dei gas impiegati nella guerra chimica. Mentre in viale Bodio 22, rimane la memoria del «Rifugio 87», sotto la scuola primaria Leopardi, dove nel seminterrato dell’edificio (220 metri quadrati) trovavano rifugio quasi 500 persone, con dieci stanze e due bagni alla turca.

Milano sotterranea, dove sono i rifugi antiaereo in città: il ricovero 87 scoperto grazie alla preside

La scoperta del rifugio 87 fu dovuta anche al fatto che, tra i ragazzi che si nascondevano lì c’era anche un bambino di nome Ermanno Olmi. Nel 1986 Olmi pubblica il romanzo «Il ragazzo della Bovisa», dove racconta la sua infanzia, compreso l’orrore della guerra e quelle notti nel rifugio. Anni dopo, il libro arriva nelle mani della preside della scuola, che scendendo nel seminterrato ritrova il rifugio. Oggi quel ricovero antiaereo è un museo.

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