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17. 05. 2021 11:07

Vandalizzata la tenda del “tampone sospeso” della Brigata Sanitaria: «Hanno cercato di compromettere il nostro lavoro»

Ignoti hanno cercato di danneggiare la tenda medica della brigata: il racconto

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Non siamo immuni; non lo siamo nei confronti del virus e non lo siamo nei confronti delle azioni di coloro che vogliono sabotare l’impegno di chi vuole proporre un’alternativa sostenibile a ciò che esiste. L’essere sensibili agli eventi, tuttavia, raramente corrisponde ad una debolezza, ma ad un rinvigorimento della volontà di portare a compimento quanto ci siamo prefissati ed è ciò che apprendiamo da quanto è successo nella notte del 9 gennaio in piazzale Baiamonti a Milano dove, ormai da diverse settimane, sono attivi i volontari – sanitari e non – della Brigata Soccorso Rosso.

Come si può leggere dalla testimonianza lasciata sui social della Brigata, i tiranti del tendone sono stati divelti nel tentativo di abbattere il presidio sanitario. Quello che può apparire come un atto vandalico corrisponde, tuttavia, ad «un’azione intimidatoria rappresentativa di posizioni negazioniste, avvallate anche da una certa posizione politica che vuole mettere in discussione l’impegno di chi dal basso si prende cura della comunità».

È entrato nel merito del discorso Riccardo di ADL Cobas e volontario: «Come tutte le mattine del sabato noi volontari ci rechiamo prima sul posto per prepararci ad effettuare i tamponi e ci siamo accorti che i tiranti del tendone erano stati tagliati e, con dei coltelli, chi ha compiuto questo gesto ha squarciato il tetto e ha effettuato dei tagli anche sulle pareti in un tentativo di abbattimento. In tanti sono passati nel corso di tutta la giornata a darci la loro solidarietà economica e non».

Questo tentato sabotaggio non ha impedito alla Brigata di portare avanti i lavori «Anche oggi – ci comunica Riccardo – siamo riusciti ad effettuare 96 tamponi e, in generale, riusciamo a garantire circa 100 tamponi al giorno». Sui social la Brigata ha dato inoltre l’annuncio di una unità mobile che servirà ad allargare il bacino di utenti in difficoltà da raggiungere. «Un giorno a settimana, con un camper, – specifica Riccardo – saremo attivi in diverse piazze di Milano. In una giornata copriremo all’incirca 3 piazze fermandoci per 3-4 ore ad effettuare i tamponi».

L’impegno della Brigata Soccorso Rosso, che non vuole sostituirsi al dovere istituzionale, è quello di dare la possibilità a tutti coloro che non riescono ad accedere al servizio di screening, di poter effettuare tamponi rapidi gratuiti anche se, come racconta Riccardo, quello che era nato come un servizio per i più bisogni è diventata un’offerta trasversale.

«Purtroppo – prosegue Riccardo – si è scelto il profitto alla prevenzione: la prevenzione costa, mentre la cura genera guadagno. Noi siamo solo un piccolo punto, siamo circa 50 volontari tra personale sanitario e non, ma cosa potremmo fare con altri centri come il nostro su Milano e in altre città? Non nasciamo con l’intento di sostituirci al Sistema Sanitario, ma riteniamo che la prevenzione sia fondamentale. A quest’ora non avremmo assistito all’ingolfarsi del sistema e in ospedale gli operatori sanitari non si sarebbero trovati nella condizione di dover scegliere chi staccare dai tubi. Avremmo avuto meno morti».

Come cittadini abbiamo anche la possibilità di sostenere questa azione di prevenzione attraverso il progetto del tampone sospeso (come il tradizionale caffè napoletano) sostenendo le spese di organizzazione per coloro che non hanno la possibilità di farlo andando sul sito www.tamponesospeso.it. In questo modo possiamo concretamente aiutare i volontari e la comunità tutta nella lotta al monitoraggio e al contenimento del virus che chiede l’urgente bisogno di una tracciabilità diffusa dei contagi ricordandoci che il tessuto umano della nostra società comprende anche i poveri, i senza casa, lavoratori senza diritti, disoccupati, famiglie con gravi problemi economici, malati cronici e via dicendo.

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