Per il terzo anno consecutivo, il Centro Diagnostico Italiano ha deciso di aderire all’iniziativa Easy Test, promossa da Irccs Ospedale San Raffaele, in collaborazione con Ats Milano – Città Metropolitana – e Anlaids. A partire da febbraio, ogni mese, nelle nove sedi del Centro, nel punto prelievo ospedale San Raffaele – Medicina di laboratorio (via Spallanzani 15) – e, da marzo, nel punto prelievo Ats Milano – Città Metropolitana (viale Jenner 44) – è possibile effettuare i test rapidi per l’individuazione di anticorpi specifici dei virus Hiv e Hcv. I test, effettuati da operatori sanitari esperti, sono gratuiti e anonimi e danno il risultato in pochi minuti. Un medico è a disposizione per eventuali dubbi o domande.

«Tra il 2017 e il 2018 abbiamo notato un incremento nel numero delle persone che nelle nostre sedi si sono sottoposte al test, segno di una maggiore consapevolezza e attenzione alla prevenzione verso due infezioni che, se diagnosticate tempestivamente, oggi possono essere serenamente affrontate e controllate – spiega Fulvio Ferrara, direttore del servizio integrato di Medicina di laboratorio e Anatomia patologica del Centro diagnostico italiano -. Questo interesse crescente da parte dei cittadini ci ha spinto ad aderire anche quest’anno all’iniziativa EasyTest»

Prosegue Adriano Lazzarin, primario dell’unità di Malattie infettive del San Raffaele: «Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, solo in Italia nel 2017 sono state riportate 3.443 nuove diagnosi di infezione da Hiv pari a 5,7 nuovi casi per 100mila residenti. Negli ultimi tempi si sta abbassando la guardia nei confronti di questa infezione, probabilmente perché l’Aids è considerata una prospettiva remota, vista l’efficacia della terapia antiretrovirale, che inibisce la riproduzione del virus nell’organismo. La prevenzione, a oggi, rimane la prima arma per evitare la diffusione dell’infezione e una più capillare e semplice offerta del test per Hiv ne è lo strumento principale».

In Lombardia il record di contagi
557 nuovi caso all’anno, 400 solo a Milano

Ogni anno in Italia si registrano circa 4mila nuove diagnosi, con un incremento del 40 per cento negli ultimi due anni di nuove infezioni nella fascia compresa tra i 25 e i 29 anni. A Lombardia e Lazio spetta il terribile record di numeri di contagio: nella prima Regione si contano circa 557 nuovi casi l’anno, di cui 400 solo a Milano. Sempre la Lombardia è prima in classifica per pazienti sieropositivi: 20mila su 130mila di tutta Italia. Andando ancora più nello specifico, 15mila risiedono a Milano e nei Comuni dell’hinterland.

A destare preoccupazione sono anche i numeri che riguardano i cittadini over 50. Anche in questo caso le diagnosi della malattia sono in aumento. Si tratta per lo più di uomini italiani in carriera, con un buon livello socio-economico, sposati o comunque con una relazione stabile che si rivolgono al servizio di counselling della sede di Anlaids Lombardia per chiedere informazioni.

Secondo i dati diffusi da Anlaids Lombardia, la modalità di contagio da Hiv prevalente è quella sessuale, mentre la trasmissione tramite tossicodipendenza riguarda una quota minima, pari a solo pochi punti percentuali. L’allarme non finisce qui, perché nel nostro Paese circa il 40 per cento dei casi di Hiv viene diagnosticato molto tardi, mantenendo alta la circolazione del virus nella popolazione generale. A questo dato va aggiunto un altro 30 per cento stimato di persone che, inconsapevolmente, continuano a favorire la trasmissione del virus. Sono, quindi, in aumento esponenziale di rischio di contagio proprio le categorie ritenute meno esposte.

I NUMERI DELL’ALLARME

4.000,
I contagi ogni anno in Italia

557,
I nuovi casi in Lombardia

400,
Le nuove diagnosi annuali a Milano

15.000,
I soggetti sieropositivi nel capoluogo lombardo

40%,
La quota di diagnosi in ritardo

 

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