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24. 01. 2021 12:39

Lockdown, un genitore su cinque in ansia con i figli: lo studio della Bicocca

L’ultima ricerca della Bicocca evidenzia ancora una volta la difficoltà dei rapporti familiari nell’era pandemica

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La gestione delle attività scolastiche a casa, la sensazione di non essere ascoltati dai propri figli o di non riuscire a trovare uno spazio per sé stessi. Sono queste le situazioni che più di tutte hanno fatto sentire i genitori in difficoltà durante il lockdown, portandoli in alcune occasioni a perdere la calma.

Nuovo studio. È quanto emerge da un’indagine condotta all’università di Milano-Bicocca nell’ambito del progetto europeo Depcip, Digitised education of parents for children protection. Lo studio ha raggiunto circa mille genitori in quarantena provenienti da diversi Paesi, di cui circa 400 italiani.

I dati raccontano come, pur dichiarando di essersi sentiti pronti ad affrontare l’emergenza in corso, circa il 70% degli intervistati abbia attraversato emozioni estremamente contrastanti, alternando preoccupazione e ansia a momenti descritti come inaspettatamente positivi e sereni nella relazione con i figli.

Nel quadro difficile che la condizione di lockdown portava con sé, il 18 per cento, circa un genitore su cinque, ha avuto l’impressione o il timore di essere stato violento con i propri figli durante l’emergenza.

Pur consapevole della necessità di avere un’interazione positiva con i propri bambini e anche dichiarandosi contrari alla violenza, il 29% dei genitori intervistati dichiara di fare ricorso alle punizioni fisiche qualche volta o sempre con l’intento di educare il proprio figlio, l’84% afferma di alzare la voce e circa l’80% limita l’accesso dei ragazzi a telefonino, tv, tablet o videogiochi. Dati che fanno emergere la difficoltà che spesso i genitori hanno nel rispondere a situazioni di tensione con i propri figli.

Sentimenti contrastanti. Accanto alla comprensibile preoccupazione, all’ansia, alla paura, emergono anche molti stati d’animo positivi, come la speranza, la serenità e la gioia di poter dedicare più tempo ai propri figli nel 30% dei casi. Più nel dettaglio, l’8% dei genitori cita solo emozioni positive, il 9,5% emozioni in prevalenza positive e circa l’8% riferisce in egual misura stati emotivi positivi e negativi.

Queste emozioni si sono rivelate importanti risorse legate ad un più alto livello di benessere personale e alla percezione di essere adeguatamente equipaggiati per affrontare l’emergenza. Il lockdown ha fatto emergere anche la necessità di ripensare gli spazi, privati e comuni.

bicocca

Per il 18% degli intervistati cortili, androni e balconi hanno assunto nuovi significati: sono stati visti come un’opportunità di vivere lo spazio e il tempo in modo nuovo insieme ai propri figli. Tra i luoghi che sono mancati di più durante il periodo di isolamento forzato, il 30% dei genitori ha indicato quegli spazi pubblici che hanno a che vedere con le attività dei propri figli, come parchi, palestre e scuola.

Quasi tutti i genitori intervistati affermano poi che sarebbe molto utile poter apprendere strategie pratiche per affrontare situazioni difficili che si ritrovano a vivere con i figli, per imparare a gestire i conflitti e le situazioni stressanti in cui sentono di aver raggiunto il limite.

In breve

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