La crisi dei medici di famiglia a Milano continua ad aggravarsi e i numeri raccontano una situazione che sta diventando strutturale. Nel capoluogo lombardo mancano circa 600 medici di base, ma all’ultimo bando regionale hanno risposto soltanto 20 professionisti. Un dato che fotografa una difficoltà ormai cronica del sistema sanitario territoriale.
A preoccupare non è soltanto il numero insufficiente di nuove assegnazioni, ma anche la distribuzione sul territorio. Alcune zone della città risultano sempre meno attrattive per i nuovi medici, con il Municipio 6 che non ha registrato alcuna scelta. Situazione critica anche in quartieri come Giambellino, Muggiano, Quarto Oggiaro, Corvetto e Rogoredo, dove trovare un medico disponibile è diventato sempre più complicato.
Per chi riesce ad avere un medico di riferimento, il problema si sposta sul carico di lavoro. Molti professionisti gestiscono infatti tra 1.500 e 1.800 pazienti, numeri che rendono difficile garantire tempi adeguati di visita e assistenza continuativa.
Perché nessuno vuole più fare il medico di base Milano
Dietro questa emergenza si intrecciano diversi fattori. Da una parte ci sono i pensionamenti che procedono più velocemente rispetto al ricambio generazionale; dall’altra molti giovani laureati scelgono percorsi professionali differenti rispetto alla medicina generale.
La Lombardia rappresenta oggi una delle regioni più colpite d’Italia. Secondo i dati riportati dalla Fondazione Gimbe, sul territorio regionale mancano oltre 1.500 medici di famiglia, il numero più alto a livello nazionale.
A incidere sono anche le condizioni di lavoro: burocrazia crescente, gestione amministrativa degli studi, responsabilità elevate e un rapporto con i pazienti che richiede una disponibilità sempre maggiore. Molti professionisti preferiscono orientarsi verso specializzazioni ospedaliere o attività private.
Medici di base Milano: si rischia di perdere un presidio fondamentale
Il medico di base non rappresenta soltanto il primo contatto con il sistema sanitario. È anche una figura che conosce la storia clinica dei pazienti, intercetta situazioni di fragilità e indirizza verso percorsi specialistici quando necessario.
Quando questo presidio viene meno, aumentano inevitabilmente gli accessi impropri ai pronto soccorso e alle strutture ospedaliere, già sotto pressione. Per questo motivo ATS e Regione Lombardia stanno cercando di tamponare l’emergenza attraverso gli ambulatori medici territoriali, una sorta di guardia medica diurna con professionisti che si alternano sul territorio. Una soluzione che però non sostituisce il rapporto stabile tra cittadino e medico di famiglia.
Medici di base Milano: il nodo politico che continua a rimanere irrisolto
La carenza di medici di base non è un problema nato negli ultimi mesi. Da anni sindacati, associazioni di categoria e amministrazioni locali segnalano il rischio legato all’invecchiamento della professione e alla scarsità di nuove adesioni ai corsi di formazione.
Eppure il sistema continua a rincorrere l’emergenza. I bandi vengono pubblicati, ma spesso rimangono quasi deserti. Nel frattempo migliaia di cittadini, soprattutto anziani e persone fragili, si trovano a dover cercare un medico disponibile anche lontano dal proprio quartiere.
Milano, città che rappresenta uno dei motori economici del Paese, si trova così a fare i conti con un paradosso: eccellenze ospedaliere riconosciute a livello internazionale, ma sempre più difficoltà nel garantire quello che dovrebbe essere il servizio sanitario più vicino ai cittadini.
