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22. 05. 2024 13:27

Cos’è la migrazione sanitaria? Gangeri: «Un podcast per raccontare chi deve Curarsi lontano»

Il fenomeno è in aumento. Tante le associazioni che aiutano pazienti e famiglie, Milano è molto attiva

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La solitudine non è certo la migliore medicina per la malattia. Affrontare le cure è sempre un momento particolare e difficile, soprattutto se per farlo bisogna abbandonare la propria casa e i propri affetti. Ogni anno sono circa 800mila le persone costrette spostarsi per ricevere le cure di cui hanno bisogno. Un fenomeno, quello della migrazione sanitaria (in genere da Sud verso Nord, ma anche all’interno della stessa Regione), sempre più diffuso, con molte realtà che se ne occupano a livello territoriale, ma sempre poco conosciuto.

Spostarsi per motivi di salute, analizziamo il fenomeno della migrazione sanitaria

 

Quattro puntate sulla Rete nazionale di alloggi solidali A casa lontani da casa, nata a Milano. La vicepresidente Gangeri: «Pazienti e famigliari hanno bisogno di punti di riferimento sul territorio»

migrazione sanitaria

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Per far conoscere la migrazione sanitaria A Casa Lontani Da Casa, Rete Solidale di alloggi e servizi, ha realizzato Curarsi lontano, il primo podcast che in quattro puntate racconta il fenomeno. Il progetto, realizzato in collaborazione con Officina del Podcast e disponibile su tutte le principali piattaforme streaming, dà la parola ai parenti che accompagnano i malati negli spostamenti per curarsi e alla rete di volontari che li supportano. «Il podcast è stato scelto come strumento di comunicazione per sensibilizzare sulla migrazione sanitaria e promuovere la conoscenza a vari livelli del tema» afferma Laura Gangeri, Vicepresidente di A Casa Lontani Da Casa e ricercatrice della S.S.D. Psicologia Clinica dell’Istituto Tumori di Milano.

Non tutti hanno compreso cosa vuol dire “migrazione sanitaria”?
«Ancora oggi anche le istituzioni che si occupano dei pazienti, come gli ospedali, non hanno una visione globale dell’impatto di questo fenomeno su malati e famiglie, dal punto di vista dei costi e della ricerca di un alloggio».

L’obiettivo del podcast?
«Vogliamo far conoscere l’entità del fenomeno alle istituzioni e alle persone che viaggiano per le cure, così come l’esistenza di una rete di associazioni che permette loro di avere un aiuto sul tema dell’accoglienza e degli spostamenti».

Come preparare psicologicamente una persona a cambiare città per curarsi?
«L’ostacolo più grande, a livello psicologico, è legato al disorientamento. I sintomi principali sono l’ansia, la confusione e la difficoltà a trovare dei punti di riferimento. Abbiamo capito che l’aiuto più grande è rappresentato dal creare dei riferimenti sul territorio, nel nostro caso le case di accoglienza, dove ci sono figure che danno risposte e una presenza rassicurante».

Milano come accoglie i pazienti?
«È una città estremamente accogliente, ci sono tantissime realtà solidali che si occupano di migrazione sanitaria».

Quali sono i numeri della rete A Casa Lontani Da Casa?
«Siamo partiti 10 anni fa da Milano e siamo ora presenti in 9 Regioni in oltre 28 città italiane. Ad oggi contiamo 60 associazioni nella Rete Solidale, 105 case di accoglienza, 1427 posti letto».

Come è cambiato in questi anni il fenomeno?
«Si è evoluto durante gli anni, il numero delle persone è aumentato con l’aumentare della specificità delle cure ed è connesso all’aumento dei centri specialistici che hanno affinato la pratica medica. La migrazione sanitaria, infatti è spesso legata a malattie complesse».

Qual è la situazione a Milano di chi deve curarsi oggi negli ospedali?
«Per l’impatto psicologico della malattia ci sono due fattori fondamentali. Il primo è la fatica di curarsi oggi, legata a un sovraccarico del sistema sanitario e a una minore disponibilità di spazi. Il secondo è la fatica emotiva di tutti pazienti: fare i conti con la malattia».

 

 

Accoglienza e ascolto a CasaAmica

L’associazione accoglie ogni anno 4mila migranti sanitari fra Milano, Roma e Lecco

migrazione sanitaria

Fra le associazioni che fanno parte della rete A Casa Lontano da Casa c’è CasAmica. I suoi progetti riguardano l’accoglienza, i servizi a domicilio, l’intrattenimento terapeutico e spazi di ascolto per le persone guarite.

Nelle sue strutture tra Milano, Roma e Lecco CasAmica accoglie ogni anno oltre 4mila persone tra bambini e ragazzi costretti a spostarsi per motivi di salute e sta ora realizzando una settima Casa alle porte di Milano, che potrà ospitare fino a 60 persone al giorno, con un’area interamente dedicata ai bambini. «CasAmica nasce dall’idea di lasciare un segno più grande: dare una casa a chi dormiva in strada aspettando le cure per sé o per qualche parente ricoverato. — spiega Lucia Vedani, fondatrice e presidente dell’organizzazione di volontariato CasAmica — È fondamentale offrire ai pazienti anche la possibilità di poter avere accanto i loro cari e l’accesso a servizi di ascolto e assistenza».

In questi progetti sono previste attività di intrattenimento terapeutico per i bambini, interventi a domicilio rivolti al malato e alla famiglia, ma anche alle comunità con cui il malato interagisce. Infine insieme a Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l’organizzazione ha attivato anche uno spazio di ascolto che offre supporto alle persone che sono guarite, aiutandole a ricostruire e realizzare il proprio progetto di vita.

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