atletica riccardi
atletica riccardi

Una storia che va avanti dal 1946, onorata con un Ambrogino d’Oro e con una quantità di successi che non conosce sosta: l’Atletica Riccardi è un’istituzione, pur in una città come Milano nel quale manca un Palazzetto dello Sport con una pista indoor dal tristemente celebre crollo del 1985 e che oggi, con l’Arena in via di ristrutturazione per il Golden Gala 2020, vedrà un drastico ridimensionamento dell’attività di base.

Su questa puntava, a livello di introiti, una società che di sponsor non ne ha mai avuti, se non per i singoli eventi. Priva di fondi, la realtà di cui è presidente Sergio Tammaro rischia di sparire.

Presidente, che cosa succede?
«La nostra famiglia ha sempre dedicato enormi risorse a questa realtà, mio padre Renato è stato presidente fino alla sua morte, quattro anni fa. Io faccio parte della Riccardi dal ’72, quando sono entrato come atleta per poi diventare dirigente e oggi presidente. Non abbiamo mai lesinato risorse, ma con la chiusura dell’Arena Civica abbiamo 400 ragazzi che non potranno fare i corsi di avviamento e 160mila euro in meno di introiti. Non possiamo farcela».

Cosa è successo dopo il suo appello?
«Mi ha chiamato il presidente della Fidal, Alfio Giomi, che è molto legato alla nostra realtà. Purtroppo il Coni non dà fondi. Abbiamo avuto delle promesse un anno fa da uno sponsor commerciale che ci aveva promesso circa 140mila euro per due diversi progetti, ma da un momento all’altro non se n’è fatto più nulla e oggi ci serve qualcuno che ci garantisca almeno una soluzione ponte per il 2020, fino a quando non riavremo l’Arena a disposizione».

Come ha giustificato il Comune l’assenza di un posto in cui poter svolgere l’attività?
«Non lo ha fatto. Abbiamo chiesto noi di poter usufruire, in sostituzione dell’Arena, di un’area cani in zona Sempione, ma l’atletica è uno sport molto tecnico. Non abbiamo una pista, non ci sono le strutture per discipline come l’alto o il lungo. In generale con l’amministrazione è una battaglia continua che va avanti da tantissimi anni».

E pensare che da queste parti avete prodotto talenti straordinari…
«Basta fare un nome: Filippo Tortu. Finché non lo hanno preso dai gruppi militari, cosa che a noi accade di continuo, lo abbiamo cresciuto noi. Abbiamo Mario Lambrughi che sui 400 hs ha appena battuto un record sociale della Riccardi che durava da 29 anni. Per anni abbiamo organizzato manifestazioni come la “Pasqua dell’atleta” con cui abbiamo portato a Milano gente come Bubka».

E infatti negli ultimi dieci anni avete continuato a dominare, nonostante le difficoltà.
«Esatto, da un decennio chiudiamo al primo o al secondo posto gli Assoluti di squadra. Questo ci ha garantito un supporto importantissimo da parte di Fondazione Cariplo, ma era un aiuto extra bando e sapevamo avrebbe avuto una fine. Così è stato, non possiamo che ringraziarli. Ma adesso abbiamo bisogno di un supporto».


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