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29. 09. 2021 05:11

Enzo Favoino e il folle ice swimming: «Io, pinguino del Naviglio»

Due chilometri di nuotata in acque gelide per Enzo Favoino: domenica mattina un’impresa inedita

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Si chiama ice swimming, nuoto in acque gelide. La sua caratteristica? Buttarsi con il solo costume da piscina e senza muta. «Pazzia? Lo facciamo perché ci piace, ci sentiamo a nostro agio nell’acqua in queste condizioni» racconta a Mi-Tomorrow Enzo Favoino.

Classe ‘64, milanese e ricercatore ambientale, nel suo curriculum Favoino vanta l’aver portato a conclusione per ben sette volte l’Ice Km (mille metri a nuoto) e domenica sarà il protagonista di un’impresa inedita sui Navigli. Il pinguino di Milano, dalle 11.30, nuoterà dalla Canottieri San Cristoforo in Darsena per due lunghi chilometri in acqua: «Non aspetto altro».

Favoino, che cosa la spinge?

«A me piace l’acqua in tutte le sue forme: calda, ma soprattutto fredda. Per questo motivo non mi voglio arrendere all’idea che non si possa nuotare all’aperto anche in inverno. In più c’è tanta autostima: una volta che si è nuotato nelle acque sotto i cinque gradi, non sembrano esserci più ostacoli. Questo aiuta soprattutto nella vita quotidiana, perchè non percepisci più i problemi che una volta vedevi».

Vuole lanciare qualche messaggio?

«Con queste mie imprese voglio sensibilizzare le persone e l’opinione pubblica sui temi del cambiamento climatico. In particolare con la mia professione, da ricercatore ambientale e coordinatore del comitato scientifico Zero Waste Europe, abbiamo rilevato che l’inquinamento dato dalla dispersione della plastica ormai è un problema non più procrastinabile. Mari, laghi, fiumi sono invasi: anche il Naviglio non si salva da quest’emergenza».


Come ci si allena?

«A Milano, in inverno, si può nuotare all’Idroscalo oppure si può andare al Lago di Montorfano, nel Comasco. Io non scendo mai sotto i mille metri: mi alleno sempre nel fine settimana per quasi un’ora, alcune volte riesco a fare anche un giorno in settimana. La cosa fondamentale è non essere mai soli: i compagni di allenamento possono sempre intervenire in caso di emergenza».

Ci sono controindicazioni?

«Regolarmente facciamo un elettrocardiogramma sotto sforzo: per nuotare i mille metri è d’obbligo un controllo medico. In gara, poi, è richiesta la presenza di un assistente nella fase di recupero, che dura mezz’ora».

La nuotata più estrema?

«Nel febbraio 2016, in Estonia, feci i miei primi mille metri, in una gara ufficiale dell’International Ice Swimming Association, all’Ice Km Tallinn. Allora l’acqua era a zero gradi, vicino al punto di congelamento: faceva così freddo che per una settimana, dopo la gara, persi la sensibilità dei polpastrelli…».

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