high school game
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Seicento ragazzi sono pronti a darsi battaglia a Milano: sono solo una parte dei 150mila che il progetto High School Game coinvolge in un’intera annata. L’Università Iulm ospiterà l’8 febbraio la tappa milanese delle semifinali del concorso, rivolto agli studenti delle scuole superiori di tutta Italia.

Quella milanese è la prima, ce ne saranno altre undici sparse in tutto il Paese (da Firenze a Salerno, da Roma a Palermo, da Bari ad Ancona) per stabilire chi potrà accedere alla finalissima. Cristina Fratto, responsabile delle relazioni esterne del progetto, racconta a Mi-Tomorrow come si è arrivati a coinvolgere 150mila studenti ogni anno (per info, wicontest.com).

Cristina, che cos’è High School Game?

«È un progetto che fa parte della piattaforma WiContest. Un concorso a livello nazionale che facciamo nelle scuole superiori italiane, con una prima fase di qualificazione organizzata via app e una seconda di semifinali in programma da domani a Milano».

Quali sono le materie trattate?

«Passiamo da quelle convenzionali come italiano, matematica, diritto, inglese, accanto a quelle che fanno parte di un contesto di educazione civica. Queste ultime le cambiamo di volta in volta. Quest’anno saranno cyberbullismo, business english, educazione stradale e ambientale».

Chi vi aiuta nella realizzazione del progetto?

«Per alcuni di questi quiz abbiamo dei partner come Polizia Stradale, Anas o Shencker per il business english. Lo Ium ci ospita e offre dei percorsi di orientamento ai ragazzi delle semifinali, che si svolgono nelle aule dell’ateneo, ma anche durante le qualificazioni».

Quali sono i numeri di High School Game?

«Per la tappa dell’8 febbraio avremo seicento ragazzi provenienti da una decina di istituti a Milano. Ormai siamo alla settima edizione, in totale siamo arrivati a raccogliere più di 150.000 studenti ogni anno. Un grande risultato considerato che siamo partiti da un migliaio».

Come siete riusciti a crescere in questi anni?

«All’inizio è stato difficile convincere le scuole della bontà del progetto, poi ci sono stati una serie di patrocini e partner istituzionali e abbiamo acquistato credibilità. Le stesse università hanno iniziato a seguirci, così come i maggiori media nazionali».

Qual è lo scopo della manifestazione?

«Aiutare i ragazzi a saperne sempre di più. Uno scopo riuscito perché le scuole che partecipano sono nettamente aumentate e abbiamo avuto alcuni ricercatori della Sapienza di Roma che hanno voluto studiare il progetto, giudicandolo un metodo coinvolgente per far apprendere i ragazzi. Sostanzialmente attraverso il gioco facciamo passare dei contenuti, in modo piacevole».

Sono previsti dei premi?

«Nella finale a maggio a Civitavecchia, in cui saranno presenti le migliori terze, quarte e quinte. Le classi potranno vincere una Crociera Grimaldi. In più ci sono dei riconoscimenti minori messi a disposizione dai partner, come corsi d’inglese o una giornata a Radio Iulm. Premi che in ogni caso danno una formazione ulteriore. Nel corso della Crociera stessa c’è una parte dedicata ai quiz in cui affrontiamo temi come orientamento e alternanza scuola-lavoro».

Mi-Tomorrow || Leggi. Milano. Domani.