«La scrittura comincia là dove si ferma la parola, un mistero il passaggio dell’indicibile al dicibile», scrive Amélie Nothomb nel suo primo romanzo, Igiene dell’Assassino che andrà in scena venerdì e sabato al Teatro Leonardo. Nelle due serate, il testo della scrittrice belga si trasforma in audiodramma, non una semplice lettura ma una rilettura del testo in base alle regole della drammaturgia radiofonica.

«Questo romanzo è al tempo stesso un giallo e un trattato filosofico sull’arte dello scrivere e del leggere – racconta a Mi-Tomorrow Sergio Ferrentino, conduttore radiofonico di programmi come Caterpillar e Bar Sport, fondatore di Fonderia Mercury e regista della pièce – la vera protagonista finisce per essere la parola scritta».

Qual è l’idea creativa alla base di Igiene dell’assassino?
«Lo spettacolo ruota intorno all’audio: partiamo dalla vecchia tradizione dell’adattamento radiofonico della pièce che noi, però, portiamo in teatro».

Perché portare sul palco uno spettacolo puramente sonoro?
«Lo spettatore può accendere l’immaginazione. Scrivere un testo che, grazie solo all’udito, susciti emozioni è un’arte, molto più sviluppata all’estero rispetto all’Italia: pensiamo ai radiodrammi di Samuel Beckett e Friedrich Dürrenmatt, trasmessi ancora oggi dalla BBC che ha un canale dedicato. È un fenomeno da studiare: molte università hanno attivato corsi di laurea dedicati alla drammaturgia radiofonica».

Un approccio particolare, in un’epoca fortemente dominata dalla fisicità dell’immagine…
«Invece è un concetto molto immediato: il testo non viene supportato dalle immagini, o dai movimenti degli attori sul palco, ma dai rumori e dai suoni che hanno il compito di dipanare il filo della narrazione. Fonderia Mercury porta avanti dal 2011 ciò che chiamiamo “costruzione dell’immagine acustica”: creiamo la scena e lasciamo che sia il pubblico ad immaginarla».

Qual è la reazione del pubblico?
«All’inizio lo spettatore è sorpreso: siamo in un teatro e si aspetta il classico spettacolo teatrale. Ma gli abbiamo riservato altro…».

Il luogo, quindi, non è importante?
«Affatto: potremmo farlo in un container e non cambierebbe nulla. C’era in progetto un camion-vetrina che ospitasse gli attori e gli spettatori potevano ascoltare il testo in cuffia».

Chi verrà a teatro dovrà indossare le cuffie?
«Certo: un’altra caratteristica dei nostri spettacoli sono le cuffie, date in dotazione agli spettatori all’inizio della pièce, per poter ascoltare anche gli effetti sonori più minimali. In molti chiudono gli occhi per percepire meglio le sfumature dell’audio. Qualcuno mi ha persino detto: “Avevo gli occhi chiusi ed era proprio come un film: ho capito tutto!”».

Come mai ha scelto il testo di Amélie Nothomb?
«L’ho sempre amata e ho avuto anche la fortuna di incrociarla qualche anno fa alla Scuola Holden, dove insegnavo. Mi piace tutta la sua produzione, ma il mio libro preferito rimane il primo, Igiene dell’assassino. È un dialogo ininterrotto, dall’inizio alla fine, ed è quanto di più radiofonico esista».

Quali sono gli adattamenti che ha operato sul testo?
«È stato difficile stabilire dove tagliare: è talmente denso nei dialoghi. La prima versione dell’adattamento, realizzata per la Radio Svizzera durava 1 ora e 58 minuti e, infatti, poi è stato trasmesso a puntate. Davvero troppo per il pubblico teatrale».

E a livello linguistico?
«Tagliando il testo, ovviamente, si perde sempre qualcosa: noi abbiamo caratterizzato molto i personaggi, senza entrare troppo nelle grandi sfumature create dalla Nothomb».

Che tipo di lavoro ha fatto, invece, con gli attori?
«Il loro compito è quello di interagire con il microfono a testina olofonica che restituisce il suono in modo tridimensionale. A seconda dei movimenti degli attori, il suono avvolge lo spettatore in modo differente. Un escamotage che dà alla narrazione mille sfumature».

Igiene dell’assassino

Domani e sabato, alle 20.30

Teatro Leonardo
Via Ampère, 1 Milano

BIGLIETTI

Intero: 25 €

Under 26 e Convenzionati: 16 €

Over 65: 12 €

Under 12: 10 €

Info:

biglietteria@mtmteatro.it

02.86.45.45.45

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