hot shivers
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Dici pattinaggio sincronizzato di figura e subito pensi alle Hot Shivers. Una squadra storica, milanese ma non solo, capace di vincere 26 titoli italiani consecutivi. Ma chi c’è dietro a tale successo? Andrea Gilardi, storico coach della pluriscudettata squadra milanese di pattinaggio sincronizzato su ghiaccio, recentemente premiato dalla federazione internazionale.

Gilardi, le hanno spiegato il perché del premio?
«Perché sono l’unico ad aver partecipato a tutti i Mondiali, senior e junior, sempre con le Hot Shivers, dal 2000 ad oggi. Vale a dire da quando sono stati creati».

Un bell’impegno…
«Già. Anche perché sono allenatore e coreografo della squadra. Di norma il team è composto da minimo 20 ragazze, di cui 16 che fanno la formazione di gara e 4 riserve che però magari fanno uno dei due programmi».

In questi quasi 20 anni di attività, qual è il ricordo più bello?
«Ho tanti ricordi, uno di quelli che mi è rimasto maggiormente impresso nella memoria resta tuttavia il Mondiale di casa a Courmayeur, nel 2014. Ma ovviamente anche l’ultimo, con il miglior risultato di sempre ottenuto dalle Hot Shivers. Siamo arrivati noni, per la prima volta nella nostra storia siamo entrate nella top ten».

Un grande traguardo.
«Certo. Ma il risultato riflette sempre l’impegno di tutta la società e l’armonia di squadra».

Peccato che in Italia si parli ancora così poco di pattinaggio sincronizzato.
«È uno sport talmente bello da vivere che quando ci sei dentro non hai bisogno di motivazioni particolari. È il pattinaggio di figura, in cui ogni giorno è diverso dall’altro, vissuto però da squadra, con la condivisione di intenti, di sforzi, di risultati e di gioie. L’unica pecca è che non è uno sport olimpico».

E quindi?
«E quindi la gente non ci “vede” nemmeno per quella volta ogni quattro anni. Un peccato, inviterei chiunque a venirci a vedere anche solo una volta, il colpo di fulmine sarebbe istantaneo».

Dove possono vedervi all’opera?
«Ci alleniamo al PalaSesto, mentre fino al 1999 eravamo all’Agorà. Io, personalmente, sogno un palazzo del ghiaccio che si chiami Pala Hot Shivers dove le ragazze possano pattinare a tutte le ore che vogliono. Manca la parte economica, che anche nello sport è sempre una componente fondamentale».


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