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19. 05. 2024 11:28

Masseroni Marchese: «Arriva Milanosport, il Comune ci manda via». L’assessorato: «Nessuno sfratto»

Contratto in scadenza per la società, il Comune annuncia un nuovo bando: «Ma noi come programmiamo?» Le nostre interviste

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Il mondo dello sport a Milano sta attraversando un periodo di turbolenza, e al centro di questa tempesta ci sono la Masseroni Marchese e, in senso lato, i gestori dei centri sportivi, alle prese con contratti in scadenza e nuove sfide economiche.

Masseroni Marchese, una storia di impegno e solidarietà

La Masseroni Marchese, nata nel 1948, è stata rilanciata nei primi Duemila dal presidente Vincenzo Cicoria. Questa società milanese è diventata un punto di riferimento per lo sport giovanile, con oltre 400 ragazzi iscritti e 40 istruttori qualificati. Il fiore all’occhiello è la scuola calcio, frutto di vent’anni di lavoro e di un impegno costante nel promuovere lo sport e l’inclusione sociale.

Il centro sportivo, situato in via Madruzzo 3, tra Portello e Citylife, offre strutture moderne e funzionali, tra cui campi da calcio e superfici per il padel, che hanno contribuito a sostenere i costi crescenti dell’attività sportiva. Tuttavia, l’impegno economico della società si scontra ora con la minaccia di perdere tutto: il contratto di locazione è in scadenza e il Comune, proprietario dell’area, potrebbe decidere di assegnare il centro sportivo al miglior offerente nel prossimo bando di gara.

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La minaccia del cambiamento: il rischio per il futuro

Il presidente Vincenzo Cicoria esprime le sue preoccupazioni a riguardo: nel 2024, dopo 19 anni di attività, scade la concessione della Masseroni Marchese. Questo significa che il centro sportivo potrebbe essere oggetto di una gara d’appalto, con il rischio concreto di vederlo trasformato o persino chiuso.

Presidente Cicoria, costa sta succedendo? 

«Ci siamo mossi oltre un anno fa, visto che avevamo questa scadenza ad agosto 2024, chiedendo un incontro al comune di Milano per presentare il nostro progetto di partenariato pubblico e privato; non abbiamo ancora avuto risposta».

Perché questa linea intrapresa?

«Perché sta accadendo in tutta Italia che le società sportive in scadenza presentano un progetto in base alla zona dove sono; noi ne abbiamo presentato uno molto orientato al sociale che riguarda scuole calcio, onlus e anziani, oltre ad un’importante iniziativa legata al restyling del centro. Ospitiamo onlus con all’interno persone con disabilità mentale che, ovviamente, hanno bisogno del loro spazio e non possono essere lasciati in mezzo gli altri. O per esempio, per gli anziani, abbiamo implementato una palestra per la ginnastica… insomma, abbiamo pensato a molte cose e presentato al Comune il progetto».

Quindi ora cosa accadrà?

«Il Comune dovrebbe valutarlo e indire un bando pubblico in cui tutti possono partecipare; noi abbiamo la possibilità, se non vinciamo in quanto concessionari uscenti, di poter equiparare la migliore offerta; a Roma questo accade abitualmente, in provincia anche; Milano invece nicchia, non capisco come intende andare avanti l’assessorato allo sport». 

Può darsi che il vostro progetto non sia d’interesse per l’assessorato?

«Il Comune deve comunque motivare il rifiuto; parta dal presupposto che qui in zona manca uno spazio sociale come il nostro; pensi che ospitiamo addirittura le società non vedenti della Liguria quando vengono a giocare in Lombardia. E gli offriamo il centro gratis».

Ma che fine ha fatto, dunque, il vostro progetto?

«Non avendo ricevuto, dopo quasi un anno, risposta dal Comune, quattro mesi fa l’abbiamo ufficialmente depositato. Ma ancora oggi non abbiamo ottenuto risposta. Poi veniamo a conoscenza dai giornali che l’area sarà gestita in modo temporaneo da Milanosport… allora uno si chiede: per quale motivo? E perché senza un bando? Noi vogliamo sederci ad un tavolino e sentirci dire che dobbiamo lasciare il centro sportivo. Con motivazioni valide, ovviamente».

Masseroni Marchese, foto Facebook
Masseroni Marchese, foto Facebook

Senza considerare questa insolita data del 30 agosto…

«Esatto. Abbiamo già delle pre iscrizioni per la stagione prossima, open day… il tutto non sapendo cosa voglia fare il Comune di quest’area. Sarebbe stato più logico incontrarci e spiegare a voce».

Cosa rappresenta la Masseroni Marchese per questa zona della città?

«Abbiamo un’elevata storicità, da questi campi sono passate migliaia di famiglie; le quali hanno scritto lettere al sindaco Beppe Sala, all’assessora Martina Riva, al vicesindaco Anna Scavuzzo fino a Giulia Pelucchi, presidente del nostro Municipio che qui da noi ha giocato da bambina».

Cosa chiedete, in sintesi, al Comune di Milano?

«Che venga valutato il progetto e che ci lascino qui fino a quando non verrà accettato o verrà emesso un bando; chiediamo di seguire l’iter di legge e, possibilmente, orientarsi verso il progetto che abbiamo illustrato. E poi non ci sono altre soluzioni valide: se ci mandano via al 30 agosto come fa Milanosport a mettere tutto a regime in così poco tempo? Ci sono lavori da dover concludere, caldaie da cambiare, spogliatoi da verniciare; senza dimenticare che il 20 agosto, teoricamente, dovremmo iniziare anche la preparazione atletica».

La risposta dell’assessorato allo sport del Comune di Milano e dell’assessora Martina Riva

Interpellato da Mi-Tomorrow, l’assessorato allo sport del Comune di Milano ha espresso la sua posizione sulla vicenda: «La concessione del centro sportivo di via Madruzzo è stata stipulata nel 1994 con l’Associazione Masseroni Marchese, ha una durata trentennale, ed è in procinto di giungere, quindi, alla sua scadenza naturale, in data 25 maggio del 2024. Non vi è dunque stato alcuno sfratto: semplicemente, alla scadenza naturale di una concessione trentennale, quindi dopo ben 30 anni di gestione da parte del medesimo soggetto, il Comune ascolterà il territorio per valutare se ci siano anche altre proposte per la gestione del centro».

Le tante concessioni in scadenza sul territorio di Milano

Il centro di via Madruzzo è solo uno dei numerosi impianti per i quali i rapporti concessori sono in scadenza o volgono verso il loro termine naturale: «Trattandosi di impianti a rilevanza economica, si dovrà, come da norma, procedere al nuovo affidamento con lo strumento della concessione di servizi, mediante gara pubblica ai sensi del Codice dei contratti. – prosegue la nota dell’assessorato – E’ al riguardo imminente l’adozione da parte della Giunta comunale della relativa delibera di linee di indirizzo, propedeutica all’indizione della gara.

Ovviamente, a questa gara, la Masseroni Marchese potrà certamente partecipare, e se il progetto che presenterà sarà veramente attento al territorio e al sociale, non vi è ragione di credere che lo stesso non potrà risultare competitivo anche nell’ottica dell’affidamento della nuova concessione».

Il ruolo (temporaneo) di Milanosport

Peraltro, nel frattempo, per consentire la conclusione delle attività della stagione sportiva in corso e le attività estive che, nonostante l’imminente scadenza, il concessionario aveva già programmato «… di traslare alla fine di agosto 2024 la riconsegna dell’immobile al Comune (che sarebbe invece dovuta avvenire, da Convenzione, il 25 maggio 2024). – si legge ancora – Allo scopo, invece, di non lasciare il centro inattivo nelle more dell’espletamento della gara, l’Amministrazione sta provvedendo al conferimento dell’impianto alla società Milanosport, che garantirà la conduzione del centro nell’interesse pubblico generale, con competenza e con attenzione alla sua funzione educativa e sociale, essendo questo il principale mandato della società in house.

Con Milanosport l’attuale concessionario potrà comunque valutare l’ipotesi di stringere accordi per l’affitto dei campi, per continuare la propria attività anche nel corso della prossima stagione sportiva. Riguardo alla proposta di partenariato pubblico privato presentata, anche se molto tardivamente, dal concessionario, la stessa è in queste settimane oggetto di valutazione da parte di apposita commissione, che dovrà esprimersi entro il mese di maggio».

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