Cenerentola
Cenerentola

Da un’idea di Riccardo Mazzocchi, al Martinitt è in scena Per favore non uccidete Cenerentola, una piacevole commedia, diretta da Roberto Marafante, sulle fragilità dell’uomo e sulla sua perpetua ricerca del lieto fine. Qui il protagonista Ludovico Fremont interpreta Glauco, un padre di due gemelli rimasto vedovo. Sembrerebbe solo, ma in fondo non lo è.

 

Chi è Cenerentola?
«La genialità di questo testo, a metà tra tragedia e commedia, sta proprio nel proporre Cenerentola come qualcosa che vive dentro di noi, come il mondo dei nostri sogni chiuso in un angolo. Trattiamo di argomenti delicati e forti allo stesso tempo, raccontando la storia di un uomo con due adolescenti sulle spalle e tante fragilità da affrontare, ma non sarà solo».

Come hai affrontato questa nuova sfida?
«Mi ritengo una persona affamata di novità, sempre curiosa e pronta a nuove avventure. Per il grande pubblico sarò sempre il Walter de I Cesaroni: conserverò per sempre nel cuore questo affetto e questa forte empatia nata con il pubblico. Oggi la mia vita è a teatro, il mio primo grande amore».

Da eterno ragazzo a padre-vedovo. Come hai preparato questo cambio a livello interpretativo?
«Lo studio e l’esperienza di ogni attore porta a donare un pezzo di sé ad ogni prova interpretativa, altrimenti non ci sarebbe l’originalità di un lavoro studiato nei minimi dettagli con il regista».

Com’è il tuo rapporto con Milano?
«Da romano sono innamorato di questa città. La conosco bene perché ho parte della mia famiglia qui e camminare per le sue strade ogni volta è un tuffo nei ricordi della mia infanzia».

Fino a domenica 15 dicembre

Teatro Martinitt

Via Pitteri 58, Milano

Biglietti: da 18 euro su teatromartinitt.it


www.mitomorrow.it