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21. 04. 2024 23:44

Davide Van De Sfroos e la sua acustica all’Arcimboldi: «A teatro la magia di Manoglia»

Giovedì il cantautore sarà a Milano con i brani dell’ultimo album: «Questo disco non ha tempo, ha il suo tempo»

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La data speciale di Davide Van De Sfroos all’Arcimboldi è un ponte tra passato e presente. Il Manoglia Tour di Davide Van De Sfroos arriva finalmente all’Arcimboldi con una data speciale. Il live è un viaggio in cui il cantautore si racconta attraverso brani storici e le canzoni contenute nel nuovo disco Manoglia, un album acustico. Quindi «sarebbe addirittura sciocco esagerare o mettere in scaletta, al fianco di questi brani, brani totalmente differenti dal punto di vista dell’arrangiamento e dello spirito», dice il cantautore.

Davide Van De Sfroos presenta Manoglia al Teatro Arcimboldi: «L’album è volutamente un esperimento super acustico, senza batterie o suoni complessi»

Cosa vedremo all’Arcimboldi?
«L’idea è quella di portare sul palco i suoni di Manoglia. Ne abbiamo la possibilità col pool di persone che suonano. Tra l’altro, suoniamo all’Arcimboldi in un giorno che c’è solo ogni quattro anni, il 29 febbraio. Abbiamo a che fare con una band rodata dai tempi di Maader folk e che farà di tutto per ricreare in questa magia. Manoglia contiene però 11 brani e un concerto è più prolungato. Sarà interessante concatenare brani del passato per farli interagire con quelli del presente».

Come nascono i brani di Manoglia?
«Dai miei taccuini. Sono gli aggeggi da cui è nato il disco perché alla fine ce l’hai in tasca, entri nel bosco e scrivi. E sotto la luna provi ad abbozzare, seguendo un altro vento: quello delle possibilità o della creatività. Un vento che spazza via i foglietti e comincia a muoverli, allora capisci che hai di fronte già una canzone fatta».

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Canzoni molto acustiche, come mai?
«Manoglia è volutamente un esperimento super acustico, senza batterie o suoni complessi. Lascia aprire le ali alla farfalla delle possibilità acustiche, per lasciar spazio a strumenti come banjo e mandolino. Ci sono persino canzoni gestite da un pianoforte. E la voce è sussurrata e non gridata perché è un album meditativo».

Una scelta in controtendenza?
«È la scelta di una musica non di questo tempo. Meglio però rimanere nella propria incertezza sana che in una certezza imposta da un sistema. Sappiamo benissimo che Manoglia è un disco distante da quello che stiamo ascoltando oggi. Lo dico senza critiche. Questo disco non ha tempo, ha il suo tempo. Va nel passato, diventa vagamente lirico ed è ciò che vuole essere: libero».

Ne parli in Forsi.
«Forsi parla delle incertezze e del volersi ribellare a questo mio tempo. Un tempo che mi impone una nave su cui salire per forza. Viviamo nel controsenso».

Giovedì 29 febbraio alle 21.00
Teatro degli Arcimboldi
Viale dell’Innovazione. 20
Biglietti: sold-out presso i canali ufficiali di vendita

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