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16. 06. 2024 00:32

Dieci anni di canzoni per Il Pagante: «Benvenuti al nostro Open Bar»

Doppia cifra per Il Pagante, che da dieci anni canta i giovani a Milano. Ma non solo…

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Dieci anni di storie, di vita, di racconti di una generazione. E ora Open Bar, il nuovo singolo estivo. Torna Il Pagante, trio formato da Roberta Branchini, Federica Napoli ed Eddy Veerus, che a Milano ha sempre saputo intercettare le mode e i “ritmi” del momento. Come tornerà ad accadere anche quest’estate.

Il Pagante: «Milano ci ha dato tutto»

Open Bar è la rinascita. Quanto è stato difficile ripartire?
Eddy: «È stato complicato lavorare a musica nuova, ma questo brano è arrivato prima della pandemia. La canzone racconta di una pioggia che potrebbe rovinare una festa, questo porta chiunque a divertirsi fin che può, finché ce n’è. Il senso è quello di cogliere l’attimo».

Nove singoli e due d’Oro, sette singoli di Platino. Quando vi siete accorti di non essere più solo un fenomeno milanese?
Roberta: «Cominciando a girare l’Italia, abbiamo visto che le persone di altre regioni erano quasi più gasate dei lombardi nel cantare brani dove venivano citati luoghi tipicamente milanesi. Diciamo che veder cantare Settimana Bianca da un siciliano fa un certo effetto (ride, ndr)».

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Oggi siete impegnati su più fronti: Roberta è ambassador per Milano-Cortina 2026, Federica ambasciatrice del body positive, mentre Eddy è coinvolto in Siamo l’Inter, il nuovo inno prodotto da Merk & Kremont. Un bel percorso.
E: «Dico la verità: questa è una canzone che avevamo scritto per farla cantare a qualcun altro. Un interista, tipo Cattelan. Poi, per proporre la demo, l’abbiamo registrata con la mia voce, il pezzo ha iniziato a girare per sbaglio e a quel punto l’abbiamo tenuta pubblicandola per Universal su Spotify».
R: «Mi sono voluta buttare in questa nuova esperienza perché ho capito che può diventare un progetto decisamente interessante. Poi durerà cinque anni e farà bene a tutto il gruppo».
F: «Nel mio caso non ho scelto di diventare ambasciatrice body positive: la mia mano (amputata, ndr) non è mai stata un problema, ma è diventata un bersaglio che ho dovuto combattere e difendere. Con gli anni tutto si è ridimensionato e ora mi piace aiutare altri ragazzi nelle mie stesse condizioni o con disabilità diverse».

Quanto conta Milano per Il Pagante, oggi?
R: «Il Pagante è Milano, questa città ci ha dato la possibilità di nascere e crescere. Siamo noi».
E: «È come se fosse il nostro supermercato. Qui troviamo tutti gli ingredienti che mettiamo insieme nelle canzoni. È una continua, infinita fonte d’ispirazione».

 

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