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12. 05. 2021 19:56

La Rappresentante di Lista, dopo Sanremo il nuovo disco: «Ognuno ha il suo infinito»

Reduci da Sanremo, continua il viaggio de La Rappresentante di Lista con My Mamma: «I nostri dischi sono pieni di indovinelli»

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Loro si definiscono una «queer pop band», ma anche un «collettivo artistico». Sono nati nel 2011 e dieci anni dopo hanno portato la loro musica sul palco del Festival di Sanremo. La Rappresentante di Lista – Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina – presenta il suo nuovo album dal titolo My Mamma, fuori da venerdì 5 marzo per Numero Uno.

Un anno fa ospiti, quest’anno protagonisti tra i Campioni. Quanta pressione vi siete portati al Festival?
Mangiaracina: «Parecchia. L’anno scorso era tutta un’altra storia, con un Sanremo più vicino a quelli che ci avevano sempre raccontato. Poi quest’anno eravamo in prima linea con una canzone scritta da noi e con un disco che sarebbe uscito di lì a breve. Nella scorsa edizione abbiamo ricevuto informazioni che poi abbiamo digerito attraverso il lavoro che abbiamo fatto in studio nel corso dell’anno. La cosa per noi più forte è avere avuto la possibilità di far ascoltare dieci anni di Rappresentante di Lista ad un pubblico più ampio».

Perché un titolo come My Mamma per l’ultimo album?
Lucchesi: «È un gioco che ci piace fare: è il terzo disco dove il titolo è un po’ in italiano e un po’ in inglese. Per noi è più un fatto di suono che di significato. E mamma è una delle parole più famose che esistano. My Mamma è un titolo morbido, accogliente e rassicurante, noi creiamo come un cortocircuito dove ti sembra di aver capito bene, ma forse c’è quel dettaglio che non hai colto. Per risolvere il tranello devi ascoltare il disco o farti aiutare dalle parole che spenderemo noi per presentarlo. Ci sono sempre indovinelli nei nostri dischi».

La copertina è di grande impatto.
M: «La copertina l’ha realizzata un’artista palermitana, Manuela Di Pisa, e riprende l’opera L’Origine del Mondo di Courbet. Sintetizzava perfettamente quello di cui parlava il disco: dentro ognuno di noi c’è un universo e quella vagina dalla quale si vede un cielo stellato rappresenta la diversità. È la possibilità di entrare dentro ciascuno di noi ed esplorare quale infinito siamo».

Al centro dei vostri lavori sono sempre forti i temi della femminilità, del genere, del corpo e della passione.
L: «È ovviamente voluto. In questo modo diamo un colore alle nostre giornate, è un atteggiamento con il quale affrontiamo anche la quotidianità».
M: «Abbiamo definito questi temi piano piano, col tempo, durante il nostro percorso. Si crea un dialogo tra chi scrive e chi fruisce delle nostre canzoni. Con Go Go Diva abbiamo messo a fuoco i temi della femminilità e delle relazioni approfondito sotto altri punti di vista. Sono tematiche che sentiamo profondamente necessarie. In più, in My Mamma c’è anche quello dell’ambientalismo che abbiamo portato avanti per tutto l’anno e che continueremo a trattare».

 

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