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28. 06. 2022 05:04

Certificato antifascista, Feltri: “Sala è un despota. Ma chi crede di essere, Hitler?”

«Io non firmerò mai una simile buffonata che mette in dubbio 78 anni della mia esistenza disciplinata, impeccabile»

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Il certificato antifascista richiesto dal Comune di Milano non piace a Vittorio Feltri, il quale ha già annunciato che non lo firmerà. L’ex giornalista, che è stato eletto al Consiglio comunale di Milano con Fratelli d’Italia, si dichiara antifascista ma non ha nessuna intenzione di seguire le direttive del sindaco di Milano, Beppe Sala. Il quale vuole che tutti coloro che lavorano per il comune, e dunque anche chi fa parte del Consiglio, sottoscriva una dichiarazione di adesione ai valori costituzionali. 

Vittorio Feltri dice no al certificato antifascista di Beppe Sala

Vittorio Feltri, dalle pagine di Libero, scrive: «Beppe Sala… deve essere uno di quelli a cui il successo dà alla testa. Infatti si accinge a chiedere ai componenti del Consiglio comunale di sottoscrivere una dichiarazione di adesione ai valori costituzionali. Inoltre pretende che ogni collaboratore firmi un documento in cui affermi di essere antifascista. Una stupidaggine simile non si era mai registrata in alcun municipio patrio».

Il no a Mussolini, ma anche al certificato

Feltri prosegue: «Dovrei proclamare ufficialmente, in aula, di non essere un tifoso di Mussolini, morto ammazzato dai partigiani che lo rincorrevano, e di giurare fedeltà alla Carta. Ma siamo impazziti? Tutta la mia lunga vita testimonia rigoroso rispetto della legge suprema della repubblica democratica, e secondo il primo cittadino, dovrei dire a lui ufficialmente di essere una persona perbene, per giunta priva di simpatie per l’infausto Ventennio dominato dal Duce. Se lo scordi, il signorino Sala. Io non firmerò mai una simile buffonata che mette in dubbio 78 anni della mia esistenza disciplinata, impeccabile».

Il despota Sala

Feltri etichetta Beppe Sala come un despota, che «… combatte le dittature inesistenti con tali metodi. Ma chi crede di essere, Hitler? Quando sarò seduto in Consiglio comunale e lui mi chiederà di siglare il fetente documento provvederò a dirgli in faccia le parole che fin qui ho vergato. Lo farò con buona educazione, secondo gli insegnamenti di mia madre, ma lo farò con determinazione sperando di essere imitato dai miei colleghi, compresa Chiara Valcepina, oggetto di discriminazioni in quanto palesemente di destra».

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