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26. 06. 2022 04:56

Pane e panettone più cari per i milanesi: una «costosa necessità» che si abbatte sui «bravi panettieri di quartiere»

«C’è il rischio di un progressivo abbandono del bravo panettiere di quartiere»

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Il Natale 2021 sarà contrassegnato da pane e panettone più cari per i milanesi, che si troveranno a dover pagare di più i prodotti di panificazione. Una vera e propria necessità, dicono le associazioni di categoria, dovuta a costi di produzione fuori controllo e consumi in discesa. 

Pane e panettone più cari, le unioni: «Una necessità» 

Prezzo di pane e panettone in salita, dunque, anche a Milano. Le motivazioni che portano a questi rincari li spiega il presidente di Unione Artigiani Milano, Stefano Fugazza: «Se aumentiamo il costo finale rischiamo di perdere coloro che già hanno ridotto i consumi. Se abbassiamo la qualità, ci giochiamo la clientela più esigente, che è quella sulla quale tutti noi scommettiamo. Ma se non ritocchiamo i prezzi, non incassiamo il margine che ci consente di vivere e stare sul mercato. Complessivamente si tratta di uno/due centesimi a pagnotta ma noi dobbiamo moltiplicare questo costo decine di migliaia di volte per ogni panino che inforniamo. Per fortuna arriva Natale. A Milano ci salveremo coi panettoni, che però costeranno come minimo il 10% in più, l’altro 10% che sarebbe necessario ce lo paghiamo noi». 

Le categorie annunciano, è crisi del settore

In pochi mesi, prosegue l’associazione, le farine di qualità media sono aumentate fino all’80% ed è previsto un ulteriore balzo dal prossimo anno. E all’orizzonte si affacciano rincari anche per tutte le altre materie prime, dal burro ai lieviti, dall’olio a marmellate e cioccolato. Avverte ancora Fugazza: «Fra poco non avremo più margini da rosicchiare per poter stare in piedi. Serve un intervento straordinario sulla filiera».

Molte più panetterie artigiane, molti meno panettieri di quartiere

I dati della Camera di Commercio riportano che in dieci anni nell’area metropolitana di Milano le panetterie artigiane sono aumentate del 30%, mentre le rivendite di pane sono calate del 17%: «Questi dati indicano che c’è una domanda di qualità e un riconoscimento del valore del pane artigiano – conclude il Segretario Generale di Unione Artigiani Marco Accornero – ma temiamo il rischio che il nostro mercato si polarizzi tra il pane gourmet per chi se lo potrà permettere, e quello precotto delle grande distribuzione, in particolare delle catene low-cost. Con il rischio di un progressivo abbandono del bravo panettiere di quartiere».

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