Isabella Di Leo: «Il mio fumetto sconfigge il cancro»

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Molti di noi si sono dovuti confrontare con la peggiore malattia del nostro secolo: il cancro. Ogni giorno in Italia vengono diagnosticati circa mille casi, il 52% fra gli uomini e la restante percentuale fra le donne. Ne sono colpiti amici, genitori e figli. Il tumore non guarda l’età, la religione o il ceto sociale: arriva, annienta vite, dopo anni e anni di dolorose cure qualcuno si arrende. Ma altre volte è il tumore, per fortuna, che si deve arrendere.

Nelle donne l’incidenza maggiore si ha con il tumore alla mammella ed è nei confronti di questo che sta lottando da più di un anno Isabella Di Leo, giovane milanese, trentenne, una vita come tante: famiglia, studi e poi il lavoro di grafica pubblicitaria, un convivente con il quale sognare il futuro e condividere aspirazioni. Dopo mesi e mesi di analisi e visite mediche le viene diagnosticato un carcinoma mammario triplo negativo, lo stadio è già avanzato.

Dopo i primi attimi di sgomento e sconforto Isabella si è fatta forza, ha affrontato la mastectomia bilaterale prima e la chemioterapia dopo, con tenacia e volontà. Predisponendosi al pensiero positivo, Isabella è ritornata alla sua passione, il disegno, creando una serie di fumetti per raccontare, affrontare e scacciare, tramite Triplo Guaio -il personaggio che impersona il tumore -la sua malattia. Molte donne si sono rispecchiate in questi dialoghi illustrati che lei ha veicolato sui suoi can ali, le hanno scritto per ringraziarla e complimentarsi motivandola a continuare. Per se stessa e per chi sta ancora lottando.

Partiamo da lei. Chi è Isabella?

«Sono una… nerd! Adoro videogiochi, fumetti, film e serie tv. Nella vita faccio la grafica pubblicitaria, ma il sogno nel cassetto è sempre stato il fumetto. Ho già avuto l’occasione di lavorare come colorista per alcuni volumi e per le animazioni di un cartone animato che dovrà uscire a breve. E naturalmente adesso c’è Triplo Guaio in cui sto investendo tutta la mia passione e il tempo libero».

Ha dovuto affrontare e sta affrontando il duro viaggio per sconfiggere il cancro. Cosa è cambiato nella sua vita?

«Ho più consapevolezza di chi mi sta intorno, chi davvero tiene a me e chi no. Sto imparando a godermi ogni singolo giorno e a voler fare tutto ciò che mi sento, perché ogni giorno è prezioso. Non mi sento più speciale di prima ma ho imparato molte cose, alcune che non avrei mai voluto. Ma la vita mi ha messo davanti a questa enorme sfida e l’importante è andare sempre avanti».

Ha qualche consiglio da dare a chi si trova nella sua stessa condizione?

«È difficile rispondere, perché ogni persona reagisce a modo suo. Nel mio caso ha funzionato il buonumore, la risata, il circondarmi degli affetti più cari. Forse mi sento di consigliare questo: ridi, fai tutto ciò che ti mette di buon umore e ti fa stare bene, trai bellezza da tutto ciò che ti circonda».

Veniamo a Triplo Guaio: di che cosa tratta?

«Triplo Guaio è la mia personale esperienza con il cancro raccontato con delle strip comiche. Un lavoro dove dialogo e interagisco con questo mostrone viola e rosso che è la rappresentazione della malattia. Ironizzo su ciò che ho passato per cercare di sgonfiare ogni ansia. Ho sempre reagito così alle avversità della vita e, se ci scherzo su, mi viene più facile affrontare il problema».

Perché la scelta di questo titolo?

«Triplo è il nome del cancro che ho avuto (triplo negativo, ndr), mi sembrava suonasse bene e che fosse anche divertente. Per ora disegno le tavole settimanalmente e le pubblico sul mio blog triploguaio.it: fintanto che avrò ispirazione, andrò avanti».

Cosa si aspetta dal domani?

«Serenità. Voglio che di questa parentesi rimanga solo un lontano ricordo, difficile, ma ormai lontano. E spero nella realizzazione dei miei sogni, cosa che in parte sta già avvenendo. È un qualcosa che auguro a chiunque affronti questo tipo di percorso».

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