Milano Quanta, piedi di piombo. Coach Rigoni: «Ci siamo ridimensionati, ma…»

milano quanta
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Il Milano Quanta riprenderà la sua corsa sabato, quando ospiterà il Cittadella per la gara che assegnerà la Supercoppa italiana 2018 di hockey inline. Sfida che segnerà l’inizio dell’ennesima avventura per il sodalizio meneghino, formazione capace di vincere quasi tutto quello che era a disposizione nel corso degli ultimi sette anni: sette scudetti consecutivi come la Juventus del calcio (otto totali con l’aggiunta di quello conquistato nel 1999), sei Coppe Italia (in bacheca anche quella del 1999), cinque Supercoppa Italiana (2012, 2013, 2014, 2016, 2017), due Coppa FIHP/FISR (2016/2017 e 2017/2018), un terzo (2016) ed un secondo posto (2018) nella European League e una President Cup (2017). Ora si torna a correre, alla conquista di altri trofei.

LAVORO PSICOLOGICO • Coach Luca Rigoni, che quest’anno ha smesso i panni di allenatore-giocatore per dedicarsi solo alla conduzione tecnica, spiega come fare: «Negli ultimi due anni il Milano Quanta ha lasciato solo briciole agli avversari, onestamente è sempre più difficile riuscire a ripetersi. Mantenere alte le motivazioni è arduo, è un lavoro da fare più a livello psicologico che altro. E poi gli altri vogliono batterti, crescono e contro di te giocano con il coltello tra i denti».

AVVERSARI • Rimangono, però, la squadra da battere: «Non sarà facile, quest’anno la squadra è cambiata molto, abbiamo perso giocatori fondamentali (Rigoni stesso, ma anche Mantese e Delfino, ndr) e molte avversarie si sono rinforzate. Gli avversari da temere? Vicenza sicuramente, ma anche Verona e Cittadella. Loro si sono rinforzati, noi ci siamo ridimensionati». Non per questo Milano partirà sottotono: «Assolutamente. I nuovi devono crescere sotto molti aspetti, ma noi scendiamo in pista sempre per vincere. Non sarà semplice, però sul mercato ci siamo mossi nel modo migliore possibile. Giocheremo per vincere, pur sapendo che nello sport vince sempre uno solo».

L’AVVENTURA EUROPEA • E poi c’è l’European League: «Se ci siamo ridimensionati in Italia, figuriamoci in Europa. Disputare la European League è un’arma a doppio taglio, perché trascorri una settimana fantastica e porti a casa un’esperienza unica. Ma è anche stressante e ti porta via molte energie. Quest’anno, oltretutto, si gioca a metà aprile a ridosso dei playoff e questo potrebbe essere un problema perché ti porta via un sacco di energie fisiche e mentali. Con gli altri che stanno a casa a guardare e riposare».

L’ADDIO DI QUINTAVALLE • Un ultimo pensiero al presidente Umberto Quintavalle, che ha già annunciato che questa sarà la sua ultima stagione alla guida del Milano Quanta: «È un simbolo di questa Milano, di una Milano vincente. Mi ricordo la prima frase che mi rivolse, ormai nove anni fa: “L’abbiamo presa perché vogliamo vincere e lei deve aiutarci a vincere”. Pressione zero, no? (ride, ndr) È una persona che fa tutto con un entusiasmo incredibile, un esempio da questo punto di vista. Ci ha dato tanto, ci ha insegnato tanto. Una persona vincente ma rispettosa, quando perdiamo è il primo che si complimenta con gli avversari. La sua figura ci mancherà ma sono convinto che sarà sempre vicino a noi e sarà il primo tifoso. Oggettivamente, però, cambierà poco, perché sono sicuro che non lascerebbe mai la sua squadra, la sua creatura, in mano a qualcuno che non possa portarla a nuovi trionfi».

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