la mia seconda volta
la mia seconda volta

È possibile ricucire le ferite, anche quelle più profonde? Quelle ferite che la vita ci procura ci indeboliscono o ci rafforzano? La mia seconda volta, ispirato ad una storia vera sulla droga sui giovani, esce domani al cinema in tutte le sale italiane. A dirigere un nutrito gruppo di attori, tra cui Aurora Ruffino (Braccialetti Rossi) e Federico Russo (I Cesaroni), Simone Riccioni, produttore e anch’esso attore nella pellicola diretta da Alberto Gelpi.

Riccioni, dove nasce l’idea per questa pellicola?
«È ispirata ad una storia vera che risale al 1999, quando la mia cara amica 17enne Giorgia Benusiglio, interpretata da Mariachiara Di Mitri, assume mezza pasticca di ecstasy. Dopo aver rischiato la vita, viene salvata da un trapianto di fegato».

Di qui l’ispirazione per chiamarlo La mia seconda volta.
«Certo. Anche perché Giorgia ha avuto la fortuna di avere una seconda possibilità, un’altra occasione, che non sempre capita. È stata fortunata a salvarsi la vita e per questo voglio raccontare la pericolosità delle droghe».

Nel film lei interpreta Davide: si rivede nel personaggio?
«Sotto certi aspetti sì: Davide è un ragazzo ambizioso, che vuole creare e realizzare i suoi sogni. Nella vita ha avuto delle brutte batoste come la morte della mamma, quando aveva soli 18 anni. In lui rivedo la mia ambizione, ma io sono più esplosivo e sorrido alla vita, mentre Davide è più riservato e introverso».

Lunedì la première all’Uci Cinema di Bicocca: che rapporto ha con Milano?
«Milano è una città fantastica, ci ho vissuto per 7 anni e ho ricordi fantastici. Ho fatto l’università in Cattolica, dove mi sono laureato alla triennale di scienze motorie, poi ho iniziato i primi lavori. Sognavo di fare il professionista di basket e giocavo come playmaker. Ho giocato nelle serie minori in diverse squadre della zona come Milano 3 e Crema, mentre dalle mie parti ho militato in Serie A con la Sutor Montegranaro».

E poi perché ha abbandonato?
«Per tre ernie al disco. Ma mi è sempre piaciuta anche la recitazione, avevo seguito dei corsi nelle Marche. Così ho cambiato la mia vita: ho iniziato nelle pubblicità, sono passato alle fiction e quindi al cinema».

A Milano manca il cinema?
«Da sempre le produzioni sono quasi tutte a Roma e a Cinecittà perché lì ci sono il 90% delle strutture. Qui, comunque, si lavora molto con gli sport e le pubblicità. E poi Milano è la piazza più viva, la città italiana più internazionale con tante aziende sempre pronte ad investire».

Paese di origine: Italia
Durata: 90 minuti
Regista: Alberto Gelpi
Genere: drammatico


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