rugby nei parchi
rugby nei parchi

Nei giorni in cui l’Italia si scopre un Paese rugbysticamente valido più al femminile che al maschile (al cucchiaio di legno degli uomini di O’Shea fa da contraltare l’attuale secondo posto azzurro nel Sei Nazioni in rosa), Milano accoglie nuovamente Rugby nei parchi, la manifestazione che apre gli spazi cittadini ai bambini e ragazzi tra i 5 e i 12 anni con in mano la palla ovale.

Quella milanese è solo una tappa di un calendario che prevede l’avvio a Marsala (23 marzo) e altri cinque passaggi a Parma (30 marzo), Ancona (13 aprile), appunto Milano (4 maggio), Padova (11 maggio) e infine Genova (18 maggio).

Per il capoluogo lombardo è stato scelto come teatro della manifestazione il Parco Aldo Aniasi (storicamente conosciuto come il Parco di Trenno), dove l’evento torna dopo qualche anno per la sua ottava edizione. Una delle novità del 2019 sarà il Trofeo Rugby nei Parchi, rivolto alle under 12, 10, 8 e 6.

«Questo evento è un punto di riferimento per chi lavora nell’ambito della promozione dello sport di base – spiega Antonio Raimondi, tra i promotori dell’iniziativa e una degli storici telecronisti del rugby italiano –. È uno strumento potentissimo per avvicinare le famiglie ai valori del nostro sport. Un evento che ormai trova la ragione d’essere sia nelle città dove il rugby ha una tradizione radicata come Padova e Parma, sia dove le radici sono ancora giovanissime, ma la passione non è inferiore, ad esempio Ancona. Inoltre ci mette a contatto con realtà fantastiche come quella di Marsala che utilizzano il rugby come strumento di inclusione sociale che si lega a filo diretto con il Cus Milano che attraverso il progetto Insieme sta portando la palla ovale nelle periferie milanesi».

A sostegno dell’iniziativa c’è anche Generali Italia, attraverso il progetto “Bullyctionary, insieme contro il bullismo dalla A alla Z”. «Rugby nei Parchi è una manifestazione a cui siamo molto legati perché siamo stati presenti fin dalla prima edizione – racconta Stefano Gentili, Chief Manager & Distribution Officer di Generali Italia –. Il target è quello dei ragazzini dai 5 ai 12 anni, il cyberbullismo colpisce sostanzialmente la fascia dai 10 ai 14. Il progetto consiste in un dizionario costruito dagli utenti in cui vengono segnalate le parole che lo generano, con Rugby nei Parchi sfruttiamo il fatto che tante famiglie siano assieme per l’evento e le sensibilizziamo su un fenomeno molto importante e che passa spesso attraverso social o comunque strumenti poco controllabili. Forniamo i mezzi per capire se succede qualcosa che non va».

Un altro partner della manifestazione è Scuola Channel, la piattaforma multimediale rivolta alle famiglie che presenta un progetto realizzato in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata e dedicato a sport e disabilità. «Il nostro obiettivo è quello di favorire una reale inclusione sociale dei ragazzi con neurodiversità nell’ambito delle diverse discipline sportive: tra queste il rugby è in prima linea – sottolinea Michela Paparella di Kulta-Scuola Channel –. Forniamo un kit didattico e formativo gratuito in formato digitale a tutti gli allenatori e le organizzazioni sportive interessate a una corretto inclusione sociale dei soggetti neurodiversi». Info: rugbyneiparchi.com.


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