la sirenetta
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La compagnia milanese Eco di Fondo riporta in scena uno dei suoi più grandi successi, La sirenetta, in programma domani sera al Teatro Pime all’interno della stagione teatrale 2018/2019 “Anteprime… e non solo!”.

Drammaturgia di Giacomo Ferraù e Giulia Viana, impegnati anche sul palco insieme a Libero Stelluti e Riccardo Buffonini (fresco vincitore del Premio Mariangela Melato). L’opera ha ottenuto il patrocinio da Amnesty International Italia “per aver affrontato in modo incisivo il tema della diversità, rappresentando pienamente il valore del rispetto di tutti”.

Cosa vi ha spinti a mettere in scena una fiaba come La sirenetta?
Giacomo Ferraù: «La nostra compagnia da dieci anni cerca di accostare miti e fiabe a temi di attualità analizzando sia i punti che coincidono con la realtà sia quelli che collidono. Siamo partiti dallo studio di numerose lettere di adolescenti che non si sentivano accettati a causa della loro identità sessuale, per poi arrivare alla fiaba di Andersen che offre molte metafore. La più chiara è la rinuncia della coda. Nella versione Disney viene visto come un gesto d’amore, in quella di Andersen è una scelta tragica, significa rinunciare a se stessi come succede a questi ragazzi che rinunciano allo propria essenza per amore di chi non li ama davvero».

Che riscontri avete avuto dagli adolescenti che hanno visto lo spettacolo?
Giulia Viana: «Di solito i ragazzi sono molto emozionati e non riescono ad aprirsi subito, ma superato il momento di paura diventano un fiume in piena e ci raccontano tutte le loro sensazioni. Qualcuno nella coda della sirenetta vede un paio di occhiali, qualcun altro un apparecchio per i denti o qualsiasi altro elemento che può discriminare una persona da un’altra».

Non sentirsi accettati è un problema universale o è accentuato nel nostro paese?
F: «Penso sia un problema universale e diffuso in tutte le epoche. La memoria collettiva è l’unico modo di tenere vive le conquiste che abbiamo ottenuto. A volte ci criticano perché nel 2019 parliamo ancora di ragazzi che si tolgono la vita perché non si sentono accettati per il loro orientamento sessuale, ma se poi guardiamo i dati scopriamo che i suicidi in fascia adolescenziale sono aumentati».

Cosa vi lascia l’esperienza con i giovani?
V: «Per noi è un grandissimo esame di realtà e ci permette di capire a che punto sono i ragazzi oggi scoprendo le loro problematiche e le loro esigenze. Ascoltarli è una ricchezza a livello umano».

Domani sera alle 21.00
Teatro Pime
Via Mosè Bianchi 94, Milano
Biglietti: 18 euro su gecobeventi.it


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