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20. 04. 2021 11:41

Margherita Giusti Hazon e il suo primo romanzo: «Che magia Milano di notte»

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Un viaggio nel tempo, tra il Settecento e il 2020, per ritrovare l’amore perduto e sullo sfondo la magia del cinema: è CTRL+Z, romanzo di esordio dell’autrice milanese, Margherita Giusti Hazon. Classe 1989, una laurea in Lettere Moderne e un lavoro alla Fondazione Cineteca Italiana, Margherita racconta nel suo libro tre storie che si intrecciano in tre diversi spaccati spazio-temporali. Il romanzo verrà presentato domani alle 19.00 a Isola Libri, in via Pollaiuolo 5.

Margherita, dove nasce l’idea del romanzo?

«Un pomeriggio di tanti anni fa, ero in un bar con un amico e abbiamo iniziato a riflettere sul fatto che a volte incontri una persona e ti sembra di conoscerla da sempre, instauri rapporti profondi anche solo con uno sguardo. Da allora questo pensiero non mi ha più abbandonata. Volevo raccontare la storia di una sintonia strana. Di due persone che si trovano e non si possono più separare. Due solitudini, due numeri primi che si cercano ma hanno sempre un ostacolo che impedisce loro di raggiungersi».

Come hai conciliato l’idea dei viaggi nel tempo al cinema?

«Il cinema è la mia più grande passione e, fin da subito, sapevo che sarebbe entrato in questa storia. I viaggi nel tempo mi hanno permesso di esplorare diversi momenti storici, fra cui quello delle origini del cinema. Quella dei Lumière è un’epoca magica dove tutto era possibile. La nostra invece mi sembra un’epoca paralizzata, così come i personaggi, bloccati dentro a un presente statico».

Hai intrecciato verità e immaginazione: quanto c’è di te?

«Il mio immaginario si nutre di tutto ciò che vivo nella vita reale, ma il bisogno che provo subito dopo è quello di trasfigurare. Tutti i sentimenti di cui parlo li ho in qualche modo vissuti, in prima persona o attraverso persone vicine. Volevo parlare di cose che nella vita vera faccio fatica a capire. Più che la mia vita materiale, nel romanzo c’è quella più spirituale, ci sono i miei pensieri, ciò in cui credo, ciò che mi spaventa, ma anche ciò che desidero, riuscire a vivere senza paura. Riuscire ad essere vera. Perché arriva un momento in cui bisogna avere coraggio. E quando arriva bisogna essere pronti. I miei personaggi non sono mai pronti. Però sono molto affezionata a loro, perché cercano di essere il più veri possibile».

Che spunti può offrire il tuo libro ad una realtà come quella milanese?

«Chi pensa che Milano sia solo una città grigia e poco romantica forse non l’ha mai vissuta di notte. È una città che nasconde tanti luoghi magici, in particolare i cortili e i giardini di alcune vecchie case, dei veri e propri giardini segreti. E poi sa essere desertica, ovattata, antica e accogliente e allo stesso tempo disgregante, decadente. È una città che secondo me dà la possibilità a due persone che vogliono confidarsi un segreto di trovarsi da sole svoltando un paio di vie. A Milano si trova sempre un vicolo deserto dove nascondersi».

Si dice che a volte si abbia nostalgia di epoche mai vissute. Pensi che il tuo libro nasca anche da un sentimento di questo genere?

«Beh, mi sono sempre sentita un po’ diversa dai miei coetanei, soprattutto ai tempi del liceo, preferivo stare sola e spesso mi ritrovavo a sognare di vivere in altre epoche. Credo che questa sensazione mi abbia sempre accompagnata e ne sono felice perché mi ha aiutato a usare la fantasia e non fermarmi a ciò che è visibile solo agli occhi. Sicuramente col tempo la mia mente ha introiettato questa sensazione per crearci sopra una storia di finzione e cercare di trovarle un posto. Penso che tutto accada per una ragione. E se quella nostalgia mi ha portato a inventare e scrivere questa storia è perché questa storia, a sua volta, mi porterà a qualcos’altro».

Titolo: CTRL+Z

Casa editrice: L’Erudita

Pagine: 327

Prezzo: 25 euro

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